
“È una notizia purtroppo non sorprendente, la piazza finanziaria continua a ridursi” ha ribadito Natalia Ferrara, responsabile dell'Associazione svizzera impiegati banca(ASIB) Ticino.
Il licenziamento di 22 dipendenti
Si tratta dell’ennesima batosta. Per Natalia Ferrara gli ennesimi licenziamenti annunciati da UBS (22 i dipendenti che perderanno il posto fra Lugano e Chiasso) è una notizia che fa male. La piazza finanziaria ticinese continua a soffrire, complici le difficili interazioni con il mercato italiano e a rimetterci sono soprattutto i dipendenti. A detta di Ferrara, è imperativo l'intervento della politica e dei partner sociali.
Una manovra voluta da Iqbal Khan
I 22 licenziamenti ticinesi (si tratta di residenti, tutti profili qualificati) fanno capo di una più ampia manovra voluta che globalmente porterà al taglio di 500 posti, di questi una parte (il numero non è noto) verranno effettuati in Svizzera. Per quanto riguarda il Ticino la maggioranza dei dipendenti licenziati, ci ha spiegato Ubs, aveva fra i 40 e i 55 anni, tutti operativi nella gestione di clientela italiana. “Non è stata una decisione facile” così ha detto Luca Pedrotti, direttore generale UBS, commentando i licenziamenti fatti per motivazioni "prettamente economiche".
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