
C'è preoccupazione tra il personale delle imprese concessionarie di trasporto pubblico affiliato al sindacato SEV in merito alle possibili conseguenze delle misure di risparmio cantonali e federali sui trasporti pubblici. Le rivendicazioni sindacali sono state portate all’attenzione del Consigliere di Stato Claudio Zali durante un raduno odierno a Castelgrande a Bellinzona, fa sapere il sindacato in una nota odierna.
"Un nonsenso politico"
Per il settore le misure di contenimento della spesa del Cantone e le misure di riduzione dei sussidi per il traffico regionale, preannunciate a livello federale (fino al 7,8%), sono "un nonsenso politico". Il sindacato ricorda che negli ultimi anni sono stati investiti diversi milioni per il trasporto pubblico, che ha permesso di ampliare l'offerta e migliorare le prestazioni. Una situazione in cui è stato assunto anche più personale. "È innegabile che l’attrattività del trasporto pubblico sia notevolmente migliorata sul territorio ticinese", sottolinea il SEV. Ma un'eventuale diminuzione dell'offerta avrebbe, a breve e medio termine, "delle ripercussioni sul personale operativo delle aziende, assunto in questi ultimi anni proprio per far fronte alle migliori prestazioni del settore. Questo non può ripercuotersi sulle spalle di chi lavora", sottolinea il sindacato.
Niente decurtazioni o licenziamenti
Al consigliere di Stato il personale dei trasporti ha perciò ribadito che "non si accetteranno né riduzioni salariali né licenziamenti e i Contratti collettivi di lavoro (CCL) in vigore nel settore dovranno rimanere di qualità".

