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Ticino
Tagli del 20% al Lido, “il Municipio che fa?”
Lara Sargenti
6 anni fa
Il centro balneare di Locarno è confrontato con minori entrate economiche a causa della pandemia. Fabrizio Sirica chiede l’intervento del Municipio

La pandemia non ha risparmiato il Lido di Locarno. In un’interrogazione inviata al Municipio, il consigliere comunale Fabrizio Sirica (PS) chiede maggiori lumi sul taglio deciso dal Consiglio di Amministrazione del 20% del personale a partire da gennaio.

Perché non si fa ricorso al lavoro ridotto?
Secondo informazioni del sindacalista il centro balneare è stato confrontato con minori entrante economiche nonostante l’estate sia stata migliore delle previsioni. Ma il “9 dicembre si potevano contare 94’000 passaggi in meno nella struttura” sottolinea Sirica. Una situazione che ha spinto il Consiglio di Amminsitrazione a correre ai ripari e a contenere i costi a partire da gennaio: “Ai dipendenti e alle dipendenti ha proposto la rinuncia del 20% dell’attività lavorativa e del salario per il periodo dal 1°gennaio al 30 aprile 2021. Un taglio lineare che non fa differenze tra persone con diverse percentuali di lavoro” evidenzia il consigliere comunale, che si chiede come mai non si fa capo allo strumento del lavoro ridotto. Uno strumento pensato proprio per evitare licenziamenti “per quelle attività colpite da un momentaneo e congiunturale abbassamento della mole di lavoro”. Sirica fornisce da solo la risposta: “L’azienda, composta da azionisti pubblici, ha la copertura del deficit e il rischio aziendale deve essere preso in carico dagli stessi”. Con questa decisione però, il CdA “sceglie di far pagare la pandemia all’ultima ruota del carro, all’anello più debole e indifeso: i lavoratori e le lavoratrici”. Un trattamento che Sirica definisce “inaccettabile” e ritiene che il comune di Locarno, come principale azionista, così come gli altri comuni azionisti, hanno una “responsabilità verso queste persone”.

Una vicenda mal gestita
Un altro elemento di criticità è come la faccenda sia stata gestita dal CdA, rileva ancora Sirica. “I dipendenti sono stati convocati sabato 12 dicembre e hanno avuto 4 giorni per decidere se accettare o meno la proposta. È stato chiesto loro di rispondere in maniera individuale alla consultazione. Certo, si scrive che non ci sarebbero state ripercussioni per chi non accettava, ma nella testa dei dipendenti pesa come un macigno la paura del licenziamento, che non è stata scartata “nero su bianco””. Inoltre, nonostante la quarantina di dipendenti, non vi è neppure una commissione del personale, aggiunge il consigliere comunale. “Una consultazione di questo tipo andava fatta in maniera collettiva e coinvolgendo i partner sociali”.

Le domande al Municipio
Sirica chiede dunque al Municipio di Locarno come valuta la situazione e se è disposto ad annunciare la propria contrarietà al taglio proposto ai dipendenti. Inoltre come valuta il fatto che i dipendenti “sono esclusi dal lavoro ridotto poiché ci sono attori pubblici a garantire i deficit, ma poi di fatto i dipendenti non vengono tutelati?”

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