
"Tutti i discorsi sulla solidarietà, sulla necessità di “stare uniti”, sul “siamo tutti nella stessa barca” cominciano a dimostrarsi per quello che sono: un ignobile artificio retorico per nascondere la brutalità con la quale il padronato ha affrontato questa prima fase della crisi pandemica (che si inserisce in una crisi economica che covava da tempo, come un virus) e con la quale intende affrontare la “ripartenza”. Esordisce così il comunicato stampa del movimento per il socialismo, nel quale denuncia i 18 licenziamenti alla AGIE di Losone, che fa parte del gruppo Georg Fischer. L'azienda, ricorda il movimento nella nota, aveva già licenziato un anno fa "altri 15 dipendenti, alcuni con decine di anni di anzianità di lavoro". Ora i licenziamenti "riguardano lavoratori interinali, i più deboli sul mercato del lavoro, tutti lavoratori, sembrerebbe dalle prime informazioni, residenti in Ticino e che andranno ad ingrossare la fila dei disoccupati che, dopo la crescita del mese di marzo, sicuramente vedremo ingrossarsi con i dati del mese di aprile che verranno pubblicati tra poco"."Ancora pochi giorni fa", rincara l'MPS, l'azienda ha ribadito, nel corso dell’assemblea degli azionisti, "di non temere per il futuro, confermando gli obietti di crescita per fatturato e profitti. E decidendo di versare ai suoi azionisti lo stesso dividendo dello scorso anno (25 franchi ad azione), a conferma di una progressione continua della remunerazione del capitale". E, sempre la recente assemblea degli azionisti del 15 aprile ha ribadito "il versamento del dividendo, ignorando le indicazioni di coloro che chiedevano al mondo delle imprese di rinunciare in parte o in tutto a questi dividendi e di reinvestirli nell’aziende. Illusioni e inviti che non possono che cadere nel vuoto di fronte alle esigenze di redditività del capitale investito, anche nel bel mezzo della tragedia umana e sociale nella quale viviamo". D’altronde questo appello "è stato raccolto solo da un ventina delle aziende quotate in borsa, una su dieci (ricordiamo che anche quest’anno, con la prevista distribuzione di oltre 47 miliardi di dividendi, avremo una crescita di questa voce)". L'MPS rimprovera all'azienda di Losone il ricorso al lavoro ridotto "(che nelle spiegazioni ufficiali dovrebbe servire a impedire dei licenziamenti) e poi la mannaia dei licenziamenti che altro non serve se non a mantenere intatto (e a migliorare) il livello dei profitti". Il movimento punta anche il dito contro le agenzie di lavoro interinale "che hanno brutalmente licenziato, ad inizio della crisi, almeno il 70-80% del personale da loro piazzato nelle diverse aziende, rinunciando (perché troppo costoso) al lavoro ridotto, scaricando quindi tutti i rischi sui lavoratori e le lavoratrici". Per l'MPS è dunque giunto i momento di reagire poiché "nelle prossime settimane, nei prossimi mesi questa sarà la logica padronale che cercherà di agire in modo sotterraneo, cosciente di esporsi alla disapprovazione pubblica. Spetta al movimento sindacale, se ancora ha la forza per uno scatto di dignità, rifiutare di accompagnare questa politica (con più o meno inguardabili piani sociali) chiamando e organizzando i salariati alla resistenza contro questa politica padronale".
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