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Ticino
Tagli alla RSI, "Siamo solo agli inizi"
Tagli alla RSI, "Siamo solo agli inizi"
Tagli alla RSI, "Siamo solo agli inizi"
Redazione
8 anni fa
Il Sindacato svizzero dei mass media prende posizione rispetto alle misure di risparmio dell'emittente pubblica

Attraverso una nota diramata quest'oggi, il Sindacato svizzero dei mass media (SSM) prende atto delle misure relative al piano di risparmio presentate dal CdA della SSR (vedi articoli suggeriti). "Nel marzo scorso - si legge nel comunicato - la SSR aveva annunciato di voler limitare al minimo il taglio dei posti di lavoro. Oggi ne annuncia nientemeno che 250: posti di lavoro persi, che vanno ad aggiungersi ai 250 di due anni fa, per un totale di 500 in 6 anni!". Secondo il SSM si tratta di "un numero enorme, considerando la grave crisi che il settore sta vivendo in tutta la Svizzera".

L'SSM si dice preoccupato poiché "questa ulteriore diminuzione degli effettivi avrà come conseguenza –rimanendo immutata l’offerta di programmi– un amento della pressione sul personale. Già oggi molti collaboratori e collaboratrici denunciano un carico di lavoro sempre più elevato. In futuro la situazione non potrà che peggiorare, a scapito della qualità del prodotto e della salute dei collaboratori/trici".

"Per realizzare il suo piano di risparmio - spiega il sindacato - la SSR intende agire soprattutto attraverso la fluttuazione naturale: in Ticino, nei prossimi 4 anni, non saranno sostituiti una quarantina di pensionamenti, senza escludere però licenziamenti". Il SSM riferisce che analizzerà in modo approfondito la situazione per verificare se la SSR non stia tentando, in questo modo, di aggirare il diritto alla consultazione prevista in caso di licenziamenti collettivi (CO art.335). Secondo l'SSM "la non rioccupazione dei posti vacanti potrebbe essere una forma di licenziamento collettivo mascherato".

"Qualunque sia il quadro giuridico - precisa l'SSM - il personale ha diritto ad una consultazione prima della messa in atto di un piano di economia alla SSR. Tale consultazione ha il preciso scopo di elaborare alternative per preservare l'impiego e le condizioni di lavoro, a vantaggio non solo dei dipendenti, ma anche dell’economia cantonale. La SSR deve perciò frenare le riorganizzazioni interne fino all'esito di tale consultazione. Infatti nessuno può sapere quale ne sarà il risultato, e sarebbe assurdo fare il lavoro due volte a spese del pubblico. Deve anche astenersi dal procedere a licenziamenti isolati e/o a tagli di personale esterno non contabilizzati in un eventuale licenziamento collettivo".

L'SSM riferisce infine che veglierà a che il personale impiegato dalla RSI tramite ditte esterne (circa 100 persone che non beneficiano di un contratto collettivo di lavoro) "non venga ingiustamente penalizzato da licenziamenti o riduzioni di tempo di lavoro senza un equo riconoscimento".

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