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Ticino
Tagli ai sussidi di cassa malati, è ricorso al TF
©Chiara Zocchetti
©Chiara Zocchetti
Redazione
3 anni fa
Il sindacato VPOD sostiene il ricorso di un cittadino dopo che il Governo ha pubblicato un decreto esecutivo che prevede già le basi di calcolo per l'applicazione delle riduzioni di premio per il 2024. "La modifica di legge contenuta nel preventivo 2024 deve essere ancora approvata dal Parlamento e superare lo scoglio del referendum popolare. Il Governo non ha ancora nessun margine di manovra".

"Il decreto Morisoli ha già iniziato a mietere le prime vittime tra il ceto medio". Inizia così la presa di posizione inviata dal sindacato VPOD, nella quale annuncia di aver inoltrato un ricorso al Tribunale federale contro l'applicazione immediata dei tagli dei sussidi di cassa malati decisa dal Governo nell'ambito della manovra di rientro, ma non ancora approvata dal Parlamento.

Telefoni dell'Amministrazione cantonale e comunale roventi

Stando a quanto denuncia il sindacato in questi giorni numerose persone del ceto medio hanno ricevuto la prima lettera che riduce i loro sussidi o li annulla per il 2024. E i telefoni dell'Amministrazione cantonale e comunale "sono caldi", con numerosi cittadini che chiedono maggiori informazioni. Eppure, evidenzia il sindacato, la modifica di legge che taglia i sussidi di cassa malati, previsti nell'ambito della manovra di rientro, "non è ancora stata approvata dal Parlamento ticinese". Una decisione sulla quale si preannuncia inoltre il referendum e una votazione popolare. "A tutti parrebbe logico che il taglio potrebbe avvenire solamente tramite la diminuzione delle costanti prevista dalla modifica legislativa contenuta nel messaggio governativo relativo al Preventivo 2024 del Cantone Ticino", sulla quale il Gran Consiglio si esprimerà a gennaio. E soprattutto se la modifica "supererà il referendum popolare", sottolinea il sindacato.

Cosa succede?

Stando al Vpod il 25 ottobre 2023 il Consiglio di Stato ha pubblicato sul Bollettino ufficiale il decreto esecutivo concernente le basi di calcolo per l'applicazione delle riduzioni di premio per l'anno 2024, anticipando la modifica di legge del preventivo 2024. È stata quindi definita la costante per il calcolo del reddito disponibile massimo: per le unità di riferimento senza figli si prevede il 3.5, mentre per le unità di riferimento con figli il 4.2. Cifre più basse rispetto a quelle attualmente in vigore: "In base all’art. 32a cpv. 2 e 3 della Legge di applicazione della legge federale sull’assicurazione malattie (LCAMal) del 26 giugno 1997 in vigore tali costanti sono rispettivamente del 3.8 e del 4.7, cosa che ha per effetto maggiori riduzioni di premi cassa malati", evidenzia il Vpod.

Ricorso al Tribunale federale

Alla luce di questa mossa, il sindacato Vpod ha deciso di sostenere il ricorso di una persona residente in Ticino che beneficia delle riduzioni di premio dell'assicurazione malattia. La ricorrente, si legge nel ricorso inviato all'Alta Corte, "ha un interesse diretto e concreto a che le basi di calcolo di tali riduzioni non siano modificate arbitrariamente a suo sfavore, producendo una riduzione di premio LAMal più bassa e quindi una perdita finanziaria incontestabile. L'abbassamento delle costanti riduce globalmente la prestazione sociale e danneggia la ricorrente come moltissimi altri aventi diritto".

"Il Governo viola le leggi"

Secondo il sindacato il Consiglio di Stato "non aveva alcun margine per ridurre autonomamente le costanti a 3.5 e 4.2 tramite il decreto esecutivo del 25 ottobre 2023, nemmeno transitoriamente". La lett. c) dell’art. 1 del decreto esecutivo, viene aggiunto, "è manifestamente contraria alla legge in vigore e lesiva del rispetto del principio di legalità (art. 5 Cost. fed.) e del principio della protezione dall’arbitrio (art. 9 Cost. fed.). Essa esula totalmente dalla competenza del Consiglio di Stato e va quindi annullata". In caso di annullamento dell’art. 1 lett. c del decreto esecutivo da parte del Tribunale federale, per il sindacato dovranno nuovamente essere applicate le costanti in vigore del 3.8 e 4.7, "quantomeno sino all’eventuale entrata in vigore della modifica di legge contenuta nel preventivo 2024, che dovrà comunque superare lo scoglio del referendum". Con il ricorso al Tribunale federale il sindacato Vpod ritiene quindi di tutelare nell’immediato "il potere d’acquisto di una fascia importante di persone del ceto medio, che si sono rivolte al sindacato".