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Tagli agli aiuti allo studio e alla formazione terziaria. Il SISA: "Austerità in salsa ticinese"
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Redazione
3 anni fa
È quanto affermato dal Sindacato Indipendente degli Studenti e Apprendisti (SISA) "che con frustrazione prende atto delle misure di risparmio per il 2024 decise dal Governo".

 Oltre ai pesanti tagli ai sussidi di cassa malati, ai finanziamenti delle istituzioni sociali e allo stipendio dei dipendenti statali non sono state risparmiate neanche le borse di studio. È inaccettabile un altro taglio agli aiuti allo studio, i quali sono uno degli unici strumenti che permette agli studenti delle classi meno agiate di accedere a degli studi superiori e di conseguenza migliorare la loro condizione socioeconomica". È quanto affermato dal Sindacato Indipendente degli Studenti e Apprendisti (SISA) "che con frustrazione prende atto delle misure di risparmio per il 2024 decise dal Governo".

"La formazione terziaria non è una priorità per il governo"

Il Sindacato sostiene come questa decisione rappresenti "un messaggio molto chiaro da parte del governo, il quale fa capire che la formazione terziaria non è contemplata tre le sue priorità!" Il SISA condanna quindi quest’altro "duro colpo che va a minare il diritto allo studio, aumentando in questo modo la precarietà studentesca". Nel comunicato si legge come queste misure di austerità abbiano colpito "anche la formazione terziaria, infatti sono stati ridotti i contributi statali per quel che riguarda l’Università della Svizzera Italiana (USI) e per la Scuola Universitaria Professionale (SUPSI)". Il SISA la ritiene una scelta "dettata da ragioni economiche-politiche e non educative è quella di introdurre il numerus clausus al corso passerella, ovvero si vogliono escludere dalla possibilità di accedere alla maturità liceale un gran numero di apprendisti".

Elevato tasso di bocciature

Dal canto suo, il DECS sostiene che visto “l’elevato tasso di bocciature sia necessario limitare l’accesso a questo tipo di formazione". Tuttavia, per il SISA "si tratta di un’analisi alquanto lacunosa, infatti se gli studenti e le studentesse non superano gli esami finali è dovuto in buona parte alla mancanza di risorse a disposizione per questo tipo di corsi". Una soluzione potrebbe quindi essere quella "di diminuire il numero di allievi per classe e aumentare il personale docente, in modo da non tagliare le gambe a chi ha il desiderio di proseguire con una formazione accademica". 

Decreto Morisoli: "Promessa infranta"

"Questi tagli draconiani alla spesa pubblica sono dettati dall’approvazione da parte della popolazione del decreto per il pareggio dei conti di bilancio (Decreto Morisoli)". Durante la campagna il SISA si era opposto con forza e i sostenitori del decreto "avevano promesso che le riduzioni di spesa di questa voce devono essere effettuate senza incidere sui sussidi alle persone meno abbienti. Alla luce di quanto è emerso questa promessa, come era logico aspettarsi, è stata ampiamente infranta".