
Nella sua ultima riunione di venerdì 18 dicembre il Consiglio del pubblico (CP) della CORSI ha discusso lungamente con la Direzione RSI riguardo al progetto Lyra e il futuro di Rete Due. Un progetto per il quale il CP esprime “una certa perplessità e anche preoccupazione”, soprattutto per alcuni punti critici, che vengono elencati in una nota stampa.
Inosservanza del servizio pubblico
La prima criticità riguarda la probabilità che il progetto Lyra, così come inteso, “possa non adempiere pienamente il mandato pubblico dei programmi radiofonici” rileva il CP, che a tal proposito ricorda l’Art. 16 cpv 3 della concessione SSR che recita: “Grazie alla qualità professionale della moderazione e alla scelta musicale, che non è basata principalmente sugli indici d’ascolto, i programmi radiofonici della SSR si distinguono dalle offerte delle emittenti commerciali”. In questo senso la prospettata ridefinizione dell’offerta culturale di Rete 2, con l’importante diminuzione del parlato (dal 40% al 10%), “ne è un esempio”. Inoltre molti contenuti dell’emittente “non potranno trovare una collocazione sugli altri vettori della RSI (lineari o digitali che siano)”.
Preoccupazione per la possibile esclusione di radioascoltatori e la qualità del contenuto musicale
Il secondo punto critico è relativo all’incertezza e alla possibilità che la fruizione lineare passi in secondo piano in seguito alla totale reimpostazione del modo di strutturare l’accesso ai contenuti culturali. “Se da una parte il CP è consapevole della necessità di innovare, e di conseguenza, di riscrivere le modalità di fruizione dell’offerta per raggiungere anche nuovi pubblici, dall’altra parte è preoccupato della possibile esclusione di altri radioascoltatori: si pensi per esempio ai non nativi digitali”, viene evidenziato nella nota. Un’ulteriore riflessione riguarda il contenuto musicale radiofonico di tutte e tre le reti della RSI e di come potrà essere trattata in futuro “la buona musica” prodotta oggi che merita di trovare spazio non solo nel cosiddetto “intrattenimento”. Secondo il Consiglio del pubblico allo stato attuale sia Rete Uno sia Rete hanno grandi margini di miglioramento su questo fronte: “la loro attuale programmazione musicale risulta deficitaria rispetto a questo specifico profilo”. Il CP crede inoltre che si debba “fare di più per promuovere la conoscenza di quanto di valido viene prodotto oggi in campo musicale”.
Ci vogliono tempo e risorse per gli approfondimenti
L’ultima osservazione riguarda la “necessaria differenziazione” fra cronaca culturale (informazione) e approfondimento culturale (analisi critica); “entrambi necessitano di tempi, di risorse e capacità molto differenti. In particolare l’approfondimento va considerato come una sorta di investimento formativo da parte del servizio pubblico in favore di un continuo e variegato sviluppo culturale delle cittadine e dei cittadini di questo paese”.
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