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Ticino
Swiss via da Lugano? "Solo voci, ma non ci lascino nel limbo"
Swiss via da Lugano? "Solo voci, ma non ci lascino nel limbo"
Swiss via da Lugano? "Solo voci, ma non ci lascino nel limbo"
Redazione
7 anni fa
I vertici di LASA preoccupati dall'annuncio di Swiss. Lombardi: "Via Swiss? Spazio a Dassault"

Una vera e propria doccia fredda per Lugano Airport. Dalle colonne della SonntagsZeitung il presidente della direzione di Swiss Thomas Klühr ha messo in discussione il collegamento aereo fra Lugano e Zurigo in quanto "l treno potrebbe essere una valida alternativa" per portare i passeggeri a Kloten.

Ovviamente in riva al Ceresio non sono mancate le reazioni a quanto affermato da Klühr. Interpellati dal Corriere del Ticino i vertici dello scalo luganese si sono detti preoccupati dall’annuncio di Swiss, ma al contempo fiduciosi: "È nell’interesse della compagnia aerea continuare a volare sulla tratta".

Il rilancio dello scalo, lo ricordiamo, era stato oggetto di uno studio recentemente commissionato all’Università di San Gallo che aveva concluso che per Lugano un futuro c’è, ma non senza voli di linea. In questa settimane toccherà alla politica analizzare il piano da 52 milioni a medio-lungo termine per rilanciare lo scalo, ma se Swiss decidesse di disimpegnarsi lo studio sangallese (e il piano di rilancio) sarebbe già superato... In ogni caso l'appello della direzione è chiaro: "Non lasciateci nel limbo. Questo modo d’agire non è ottimale e getta ancora più incognite sullo scalo in un momento molto delicato".

Ai microfoni della RSI il membro del consiglio di amministrazione di Lugano Airport Filippo Lombardi ha spiegato che "il recente colloquio avuto proprio con Thomas Klühr ci fa pensare che si tratti al momento solo di una ipotesi e non di una decisione". Nelle prossime settimane ci saranno ancora dei contatti con il CEO di Swiss "proprio per verificare le intenzioni dell’aviolinea".

“Nei giorni scorsi abbiamo avuto un incontro con i rappresentanti del gruppo francese Dassault, che ha rilevato la parte commerciale di Ruag. Un gruppo importante, che ha dimostrato interesse per il ramo della manutenzione degli apparecchi privati proprio nello scalo luganese. Un interesse concreto, dimostrato anche dalla volontà di investire proprio a sud delle Alpi. E questa, potrebbe essere una grossa opportunità per il futuro dell'intero comparto”, ha poi spiegato.

Le incognite, per ora, restano e occorrerà capire i motivi dietro ai dubbi di Swiss. Da un lato vi è un ragionamento economico ma dall'altro, stando al quotidiano di Muzzano, potrebbero esserci i dubbi sull'affidabilità di Adria Airways, a cui è affidata la gestione della tratta.

"L'ho sottolineato più volte a chi di dovere almeno UN anno fa, ma non fui preso sul serio - ha chiosato il deputato e consigliere comunale luganese Tiziano Galeazzi - Il sistema è già collaudato in Germania con Lufthansa e Swiss (che le appartiene). La possibilità di un disimpegno, con l'apertura del tunnel base del Ceneri, è tutt'altro che remota. A questo punto se restassimo anche senza il volo per Zurigo? lo studio sangallese sarebbe già superato in partenza".

"Sono anni che predico di fare il volo in proprio - ha rincarato l'ingegner Dario Kessel - Ora che è tardi si dà la colpa al Consiglio Comunale, al referendum, ai Verdi, ai Rossi, ai Gialli, ... Ora vi voglio vedere a trovare i privati! Almeno i miei terreni aumenteranno di valore, anche se a goderne non sarò più io, ma forse i miei eredi..."

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