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Ticino
Swatch, pericolo scampato
Redazione
11 anni fa
Insieme a Sinistra chiede ora al Municipio di Mendrisio un deciso cambio di rotta nel modello di sviluppo

Incredibile a Mendrisio. Poche ore dopo la notizia che il lungo iter per la costruzione di un nuovo stabilimento della Swatch a Genestrerio si è concluso positivamente, con il rilascio della licenza edilizia da parte del Municipio di Mendrisio, il gruppo orologiero ha comunicato di aver rinunciato al progetto.

Pericolo scampato, possono affermare gli oppositori all'ennesimo capannone in zona. Ma non è tempo di festeggiare, per loro. Perché se fosse stato per il Municipio di Mendrisio, il capannone sarebbe sorto. E quindi bisogna continuare a battersi affinché lo sviluppo nel Mendrisiotto effettui un deciso cambio di rotta verso la sostenibilità.

"Al di là della marcia indietro del Gruppo Swatch, che ha puntato la propria rotta verso Bienne" scrive Insieme a Sinistra in un comunicato stampa odierno, "non possiamo che esprimere la più totale delusione per il via libera edificatorio. Del resto Insieme a Sinistra ha comunicato la propria contrarietà al progetto in diverse occasioni e con altrettanti atti parlamentari, di cui l’ultimo presentato lo scorso 5 giugno 2015. Con un’interrogazione avevamo nuovamente esplicitato la nostra preoccupazione, non solo perché quello stabilimento sarebbe stato un nuovo generatore di traffico, ma anche perché avrebbe avuto un enorme impatto sull’area pregiata e delicata del Laveggio. Se non fosse stata per la rinuncia di Swatch – il cui progetto è stato contestato da più parti – un ennesimo capannone avrebbe visto la luce con il beneplacito dell’autorità comunale."

"Siamo circondati da capannoni che offrono lavoro a scarso valore aggiunto e che divorano prezioso territorio" prosegue Insieme a Sinistra. "Siamo circondati da realtà economiche che impiegano manodopera frontaliera per poter chiaramente giocare al ribasso sui salari. Dal profilo della tutela del territorio la battuta d’arresto odierna è dunque positiva per tutte le forze politiche (a cominciare da Insieme a Sinistra e da I Verdi) e le associazioni che vi si sono strenuamente opposte (Cittadini per il territorio e Associazione traffico e ambiente). E per tutti coloro che chiedono un cambiamento di rotta per quanto riguarda i modelli di sviluppo e di crescita."

"Giova ricordare" si legge ancora nel comunicato, "che la Distico-Swatch avrebbe creato posti di lavoro destinati in gran parte a non residenti che avrebbero raggiunto Genestrerio in auto, una situazione che contrasta chiaramente con i dichiarati obiettivi del Municipio di Mendrisio che intende ridurre i posteggi e favorire l’impiego di lavoratori e lavoratrici della regione."

"Una regione, il Mendrisiotto, il cui territorio da molti anni subisce forti pressioni edificatorie, accentuate dal fenomeno della dislocazione industriale che contribuisce in maniera importante alla saturazione di molte zone produttive della regione" scrive Insieme a Sinistra. "Rendiamoci conto che un cantone che, nonostante dia lavoro a oltre 60 mila frontalieri, è indebitato, è un cantone malato. Il peso e lo spazio assunto dalla finanza e dalla logistica – con le conseguenze che conosciamo – ci hanno fatto capire che occorre una riconversione dell’economia, in modo particolare attraverso un processo di reindustrializzazione e di sviluppo economico-produttivo in aree industriali strategiche. Ora paghiamo il prezzo di errori legati all’illusione di un’economia che poteva basarsi su finanza e servizi. La realtà è che senza industria si perdono servizi, export, lavoro e capacità d’innovare."

"Gli spazi liberi di pianura stanno diventando un bene sempre più raro e andrebbe riconosciuta loro una maggiore valenza pubblica e agricola" prosegue Insieme a Sinistra. "Invece le ultime aree rimaste libere vengono sacrificate da nuovi progetti edificatori, come il capannone che sorgerà a Novazzano, notizia pure anticipata dal Corriere del Ticino che ha reso noto la domanda di costruzione per un capannone destinato alla logistica su un fondo di 13 mila 156 metri."

"Per quanto riguarda la Prella" scrive ancora Insieme a Sinistra, "occorre realizzare il più presto possibile una zona di pianificazione a protezione del territorio e ripensare globalmente la politica economica e insediativa del comune di Mendrisio. Non è possibile che il promovimento economico passi solo dai capannoni e dalla logistica."

"Ora, dalle dichiarazioni di intento e dai facili proclami occorre passare ai fatti" conclude Insieme a Sinistra. "Non è più possibile continuare ad usare il territorio senza criteri che tengano in considerazione l’impronta ambientale, la qualità della dimensione occupazionale e della qualità della vita in una società sempre più lacerata. Il Municipio di Mendrisio sventola ai quattro venti il criterio della sostenibilità. Ma quale sostenibilità? Non v’è, purtroppo, alcuna traccia visibile. Ciò che è davvero insostenibile è proseguire in una direzione di sviluppo arcaica e distruttiva e che non considera minimamente le nuove urgenti esigenze del territorio e di chi lo abita."

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