
Fra il 2014 e il 2017 i contadini svizzeri riceveranno quasi 13,7 miliardi di franchi dallo Stato. Il Consiglio federale ha trasmesso oggi al Parlamento il messaggio sulla nuova politica agricola. Esso prevede pagamenti diretti più mirati e accoglie le richieste formulate dagli agricoltori.Con la Politica agricola 2014-2017 il governo intende rafforzare l'innovazione e la competitività del settore, si legge in una nota odierna. In base alle stime, negli anni presi in considerazione la produzione dovrebbe aumentare del 3-5%. Il reddito del settore dovrebbe da parte sua crescere di circa 110 milioni di franchi sull'arco di quattro anni.La ripartizione dei fondi stanziati resterà simile a quella attuale. I pagamenti diretti continueranno a farla da padrone, con più di 2,8 miliardi all'anno. Seguiranno 444 milioni destinati alla promozione delle vendite e 160 milioni da destinare alle misure sociali. Abbiamo chiesto l'opinione di Cleto Ferrari, segretario dell'Unione contadini ticinesi: "La decisione odierna del Consiglio Federale oltre ad assicurare i mezzi finanziari al settore agricolo per il periodo 2014-17 introduce una serie di misure per come ulteriormente affinare gli strumenti volti ad armonizzare gli obiettivi produttivi a quelli ambientali e sociali" dice Ferrari."Da anni il settore chiede invano un adeguamento dei mezzi finanziari almeno al carovita, in quanto il reddito del settore risulta del 40% inferiore rispetto agli altri rami dell'economia. A prima vista alcune misure rivendicate anche dalla nostra organizzazione in fase consultiva sono state in parte ascoltate" - continua Ferrari - ci preoccupa parecchio la decisione di escludere dal sostegno finanziario i terreni coltivati dagli agricoltori in zone edificabili. Per comprendere gli effetti di una tale eventuale decisione già a dicembre abbiamo chiesto al nostro Consiglio di Stato una serie di dati di dettaglio".Il segretario dell'Unione contadini conclude con: "l'iter prevede ora la discussione del messaggio nelle Camere federali dove cercheremo di farci ascoltare. Siamo presenti anche in gruppi di lavoro che entreranno nel dettaglio di questa legge elaborando le relative ordinanze entro inizio del 2013. La nostra preoccupazione sarà di evitare anche ulteriore burocrazia e di fare riconoscere le peculiarità cantonali".
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