
Un'ospite che ribadisce come il cinema sia un'arte coniugata non al singolare ma al plurale, come sia libertà e coraggio e parli molte lingue.
È così che il direttore artistico del 68. Festival del Film di Locarno Carlo Chatrian introduce Bulle Ogier - nome d'arte di Marie-France Thielland - in Piazza Grande per ritirare il Pardo alla carriera.
Un palco che alla bionda ed elegante attrice francese appare come un'affascinante scoperta: "Conoscevo questa piazza, ma da un'altra prospettiva... Stare qui è diverso, ed emozionante: accolgo questo premio con onore, anche perché con la Svizzera ho un rapporto speciale". E qui cade tempestivamente l'omaggio della reginetta della serata a Daniel Schmid, icona cinematografica elvetica.
Poi via con le proiezioni di serata: prima il corto rossocrociato di Georges Schwizgebel e poi il lungometraggio canadese di Philippe Falardeau, rispettivamente la rilettura in versione cartone animato della ballata "Erlkönig" di Goethe e "Guibord s'en va-t-en guerre". che si porta appresso il quesito: "Ma il Canada val bene una guerra?".
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