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Svizzera in crescita, ma l'immobiliare preoccupa
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Svizzera in crescita, ma l'immobiliare preoccupa
Redazione
8 anni fa
Per il prossimo trimestre, Credit Suisse ha stimato un’importante crescita per l’economia elvetica del 2.7% come confermato dalla sua analista Sara Carnazzi Weber

Per stappare lo spumante c’è tempo fino al termine dell’anno. Per il prossimo trimestre, Credit Suisse (in linea con le previsioni Seco) ha stimato un’importante crescita per l’economia elvetica, pari al 2.7%. Le prospettive sono state presentate oggi a Lugano. A incidere un "mix perfetto di fattori", che però difficilmente si ripeterà nel 2019, come conferma ai microfoni di TeleTicino Sara Carnazzi Weber, analista di Credit Suisse.

"La Svizzera vive una fase di forte dinamica di crescita, esordisce l'analista, "una dinamica da ricondurre alla buona congiuntura a livello internazionale, al fatto che il franco sia stato debole nei primi mesi dell'anno, ma anche all'effetto particolare di grandi eventi sportivi come i giochi olimpici e i mondiali di calcio. Per quanto riguarda il Ticino, il Cantone partecipa a questa fase di forte crescita, in particolare il settore delle esportazioni ma anche quello finanziario che ha visto il ritorno sulla piazza ticinese dei clienti italiani".

Per il 2019, Credit Suisse prevede una crescita più contenuta pari all’1.7%. A incidere tre elementi fondamentali: il raffreddamento delle esportazioni, la stabilizzazione dell’immigrazione e la flessione dell’edilizia: due fattori (questi ultimi) che preoccupano in particolare in Ticino. 

Ancora Sara Carnazzi Weber: "Perché presenta un tasso di sfitto superiore alla media nazionale, in regioni come Mendrisio siamo circa al livello del 5% - un dato molto alto - e molti investitori continuano a entrare sul mercato immobiliare per generare rendimenti visti i tassi bassi. In più abbiamo il problema dell'immigrazione che l'anno scorso è crollata a un livello di 550 persone dopo essere stata a livelli tra i 3 e 4 mila negli anni precedenti".

Qualche nota positiva, infine, arriva per i dipendenti. I salari nominali nel 2019 dovrebbe crescere dell’1%, ma attenzione a cantare vittoria troppo presto. Al proposito si esprime ancora Sara Carnazzi Weber: "Prevediamo un aumento dei salari nominali dell'1%, che è più alto rispetto a quanto registrato negli ultimi anni. Però, purtroppo, l'inflazione ci ruba la bottiglia di champagne, nel senso che l'inflazione allo 0,7% annulla una parte di questo aumento e quindi in termini di potere d'acquisto avremo solo un aumento dei salari reali dello 0,3%".

Maggiori dettagli nel servizio del Tg di TeleTicino in onda dalle 18.45

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