
Una questione di equità: così il Dipartimento del territorio definisce la modifica della legge sullo sviluppo territoriale, presentata oggi e che il Gran Consiglio si prepara a discutere nei prossimi mesi. Ma c'è già tutta una serie di persone, e associazioni, pronta a definirla in ben altro modo. La modifica prevede, citiamo, la compensazione dei vantaggi derivanti dalla pianificazione del territorio. Vediamo di spiegarci. Può succedere che un terreno non edificabile, grazie ad una variante di piano regolatore, lo diventi. Ovviamente, il terreno acquista valore. In alcuni casi in maniera esponenziale. Ecco, con questa nuova norma, se l'aumento di valore supera i 50 mila franchi, il proprietario dovrà versare una quota di questo maggior valore all'ente pubblico. Le aliquote sono 2. La prima, pari al 40% del plusvalore è destinata ai nuovi azzonamenti: cioè terreni che improvvisamente diventano edificabili. La seconda, pari al 30%, vale per le modifiche di piano regolatore e per i cambiamenti di destinazione. Ma si sa, quando si tratta di nuove tasse anche l'equità è destinata a far discutere, "Non stiamo mettendo le mani nelle tasche di ticinesi", puntualizza Marco Borradori. Ad ogni buon conto; i proventi, si stima circa 12 milioni l'anno, andranno metà al cantone e metà ai comuni. Saranno utilizzati per progetti di riqualifica del territorio e per risarcire gli espropri. E se la domanda è perché ora, la risposta è semplice: perché lo impone Berna. La legge federale, su cui gli elettori sono chiamati ad esprimersi il prossimo 3 marzo, prescrive che entro cinque anni i cantoni adottino una propria disciplina di compensazione. La modifica farà discutere, abbiamo detto. Anzi, fa discutere. Perché già ora le associazioni di categoria hanno le loro perplessità. Nel mirino principalmente un fatto: l'ente pubblico può passare alla cassa al momento della costruzione di un nuovo immobile o al momento della vendita. In ogni caso entro 15 anni. In soldoni: se il vostro terreno improvvisamente vale 1 milione in più, dopo 15 anni dovrete versare all'ente pubblico 300 mila franchi. Che voi abbiate venduto, costruito, oppure no. Così se la società impresari costruttori ha dato il suo benestare a denti stretti, l'associazione dei proprietari immobiliari non ci sta.
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