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Sviluppo sostenibile dell'arco alpino: ecco i temi su ci si lavorerà
Repubblica e Cantone Ticino
Repubblica e Cantone Ticino
Red. Online
5 ore fa
Energia, acqua e agricoltura di montagna: sono gli ambiti delle tre risoluzioni sottoscritte dalle regioni ARGE ALP

Si è svolta oggi a Bregenz, al Vorarlberg, la Conferenza dei Capi di Governo della Comunità di lavoro delle regioni alpine ARGE ALP, che conclude l’anno di presidenza del Land austriaco. Il Canton Ticino era rappresentato dal consigliere di Stato e Direttore del Dipartimento delle istituzioni Norman Gobbi. Durante la conferenza, i Capi di Governo hanno sottoscritto tre risoluzioni, che affrontano le principali sfide strategiche per lo sviluppo sostenibile dell'arco alpino.

Neutralità climatica

La prima risoluzione, intitolata, «Transizione energetica nelle regioni ARGE ALP – un contributo all’indipendenza energetica dell’Europa», punta ad allineare le regioni alpine agli obiettivi di neutralità climatica entro il 2050. L'obiettivo fondamentale, viene spiegato in una nota stampa, «è garantire la sicurezza dell'approvvigionamento, la stabilità dei prezzi e la sovranità energetica, riducendo la dipendenza dai combustibili fossili». Come sottolineato da Gobbi, il Ticino sostiene questa risoluzione, i cui contenuti ricalcano in buona parte quelli del Piano energetico e climatico cantonale (PECC), approvato dal Gran Consiglio.

Sovranità sulle risorse idriche nazionali

Anche la seconda risoluzione, «Resilienza dell’approvvigionamento idrico nell’arco alpino» è in linea con la politica cantonale: il testo chiede di garantire la sovranità sulle risorse idriche nazionali e di tutelare le competenze decisionali e operative delle autorità nazionali, regionali e locali. Questi contenuti rispecchiano la posizione di Consiglio di Stato e Legislativo in vista della riversione dei grandi impianti idroelettrici ticinesi, che tra il 2035 e il 2048 porterà nelle mani del Cantone e dell’Azienda Elettrica Ticinese il controllo della quasi totalità della forza idrica del territorio. La risoluzione definisce inoltre i principi della cooperazione interregionale: coordinamento e pianificazione preventiva tra territori devono rispettare l'autonomia regionale e i principi di sussidiarietà e di solidarietà.

Agricoltura di montagna

È coerente con la strategia agricola cantonale anche la terza risoluzione sottoscritta, «Futuro dell’agricoltura di montagna nell’arco alpino». In Ticino, circa l’80% delle aziende agricole si trova infatti in zone di montagna o di collina, dove le condizioni di gestione di alpeggi e pascoli è spesso impegnativa. La risoluzione chiede che vengano date garanzie politiche forti, in particolare per l'agricoltura di montagna, attraverso programmi autonomi per lo sviluppo rurale, la priorità d'intervento per le regioni montane e la sicurezza di pianificazione a lungo termine per le aziende. Chiede in particolare la conferma a lungo termine delle indennità compensative per le zone svantaggiate e dei pagamenti diretti, ad esempio con un sostegno specifico all'attività d’alpeggio e alla trasformazione dei prodotti in loco, e il mantenimento degli incentivi per l’allevamento di bovini, ovini e caprini. Il testo sollecita infine misure di promozione a favore del ricambio generazionale e della semplificazione delle procedure amministrative per incentivare le microimprese.