
I minuziosi controlli alle frontiere, in uscita dalla Svizzera, che questa mattina hanno interessato il Mendrisiotto erano riferiti ad una tentata rapina ai danni dell'ufficio postale di Melano. La Polizia cantonale e il Ministero Pubblico comunicano infatti che oggi, poco prima delle 7.30 sono stati fermati due cittadini italiani di 59 e 36 anni, residenti all'estero, intenzionati a commettere una rapina a mano armata nel Comune di Melano. I due, malgrado un tentativo di fuga, sono stati fermati con l'aiuto delle teste di cuoio nei pressi dell'ufficio postale, fortunatamente senza spargimento di sangue. Il fermo, vista la situazione delicata e potenzialmente pericolosa, effettuato da agenti del Reparto Interventi Speciali unitamente ad agenti della Polizia Giudiziaria è stato possibile grazie ad una pianificata e strutturata operazione interforze effettuata in stretta collaborazione tra la Polizia cantonale, il Comando Provinciale Carabinieri di Bergamo e le Guardie di Confine. L'importante dispositivo messo in atto ha coinvolto anche numerose pattuglie dei Reparti Mobili e della Gendarmeria Territoriale che hanno effettuato differenti posti di blocco in tutta la regione. Nel giardino di una casa di Melano sarebbero state recuperate una pistola, posta sotto sequestro, e una motocicletta immatricolata in Italia. Uno dei due fermati era pedinato da inizio novembre, secondo quanto affermato dai Carabinieri di Bergamo. Entrambi vantano un corposo curriculum criminale. Il 59enne, di Chiavenna, era già finito in manette nel 2007 per una rapina alle Poste di Olmo al Brembo, mentre il 36enne, di Lovere, si era distinto per furti, estorsioni e traffico d'armi. Un terzo presunto autore, un 46enne italiano, è stato arrestato, sempre da agenti del Reparto Interventi Speciali, in mattinata presso il suo domicilio a Lugano, nel quartiere di Besso. È ritenuto essere il basista. La Polizia Scientifica ha perquisito minuziosamente l’appartamento. Gli agenti hanno prelevato diverso materiale da esaminare ed hanno posto sotto sequestro una vettura. Stando a testimonianze raccolte l’intervento degli agenti nell’appartamento al sesto piano è stato particolarmente rapido e deciso.L'inchiesta è coordinata dal Procuratore Pubblico Paolo Bordoli. Nel corso di una conferenza tenutasi nel pomeriggio al Centro comune di cooperazione di polizia e doganale di Chiasso sono stati illustrati i dettagli dell'operazione, denominata Tafino, e mostrate le fotografie di auto e armi sequestrate.
© Ticinonews.ch - Riproduzione riservata

