
Aumentare la capacità d’innovazione e la competitività delle piccole-medie imprese; potenziare la concorrenzialità del settore turistico; incoraggiare il riposizionamento coordinato delle regioni periferiche, valli e aree rurali, sostenendole verso un meccanismo autonomo di crescita. Sono questi i tre pilastri della "Per", la Politica economica regionale per il 2020-2023, la strategia del dipartimento Finanze ed economia (DFE) per uno sviluppo il più "armonico" possibile del Cantone. O meglio, della “Citta Ticino”.
Come anticipato oggi dal domenicale Il Caffè, questi tre assi d’intervento della "Per” prevedono investimenti per 40 milioni di franchi tra Cantone e Confederazione. Nelle intenzioni del ministro Christian Vitta vi è anche l’incentivazione dei processi di digitalizzazione per contrastare "la scarsa crescita della produttività", che resta uno dei punti deboli dell’economia cantonale.
Per le piccole e medie imprese, ovvero la maggioranza delle 30 mila aziende ticinesi, è stato approntato un piano in tre punti che prevede servizi di sostegno alle aziende, più formazione per le micro imprese e la creazione di Centri di competenza.
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