
È oggi stato dato il «La», con una nota d’emozione, alla realizzazione concreta della nuova Città della Musica di Lugano. È stata infatti «svelata» (verrà posata al termine dei lavori) la prima pietra di un polo che riunirà attori del territorio come Conservatorio, OSI, coro RSI, Barocchisti o Fonoteca Nazionale, tutti nello stesso luogo. «C'è tanta emozione, è un sogno che si avvera» ha detto a Ticinonews Sera la presidente della Fondazione del Conservatorio (che ha promosso il progetto) Ina Piattini Pelloni. Il polo, è stato sottolineato oggi, potrà generare attività, indotto e portare turismo, puntando sulla musica, un bene universale. Costerà 80 milioni, di cui 22 messi sul piatto dalla Confederazione, 21 da Lugano, 13 (+18 di prestito) dal Cantone. La Fondazione vuole ora ricambiare il sostegno ricevuto dal territorio con tanti appalti per gli artigiani ticinesi. «Ci piace pensare che una famiglia ticinese che viene magari qui con i figli possa dire ad esempio «guarda quelle porte del Conservatorio, le ho fatte io». Questo è il nostro spirito».
Accanto all'ex studio radio, due nuovi edifici
L’attuale stabile ex Studio Radio RSI di Besso (chiamato anche stabile A, ndr.) è considerato bene culturale quindi verrà restaurato, e attorno ad esso – con una trama di continuità, sorgeranno due nuovi edifici. «È importante non concentrarsi solo sui nuovi edifici, parliamo di un organismo unico, con lo stabile A che crescerà in una nuova Città della Musica», hanno spiegato gli architetti Karolina Slawecka e Pawel Krzeminski, sottolineando come il parco potrà essere un valore aggiunto per tutta la cittadinanza. Aspetto ribadito anche dal Sindaco di Lugano, Michele Foletti «Apriremo degli spazi che erano chiusi a tutta la popolazione, ci sarà un nuovo giardino e un nuovo quartiere fruibile da parte di tutti».
Tanta emozione, tante sfide
Va detto, la gestione di un cantiere simile sarà delicata e non sarà evidente restare nei tempi e nel budget. Tempi che stringono, peraltro. Nel 2028 il conservatorio e la Fonoteca dovranno lasciare gli attuali stabili e quindi trasferirsi. La consegna, a tappe, è quindi prevista tra 2028 e 2029. Le sfide saranno tante, ha confermato il Direttore generale del Conservatorio Cristoph Brenner: «Viviamo in un periodo anche storicamente complesso, e questo sappiamo che può avere un impatto in primis sui contributi pubblici. Questa potrà essere una delle sfide in particolare se penso alla futura gestione. Sappiamo anche che si parla di aumento dell'IVA, ciò che ha un effetto sui costi di costruzione, oppure una revisione della spesa pubblica può evidentemente toccare anche il nostro settore».

