
La Svizzera va verso un allentamento graduale delle misure: a partire dal 27 aprile i parrucchieri, saloni di bellezza, negozi fai-da-te, i centri per giardinaggio e i fioristi potranno riaprire, mentre l'11 maggio è prevista la riapertura delle scuole dell'obbligo. Il grande interrogativo resta per bar e ristoranti: nulla infatti è stato ancora deciso, se non di prevedere una riapertura quest'estate. Un orizzonte temporale nebuloso e lontano, che preoccupa il settore.
"Le nuove misure mettono in serio peicolo la sopravvivenza della ristorazione soprattutto nel nostro cantone" scrive il presidente di GatroTicino Massimo Suter sul suo profilo Facebook. "Drammatico che non si abbia nemmeno una indicazione temporale di quando sia prevista, seppur con le limitazioni del caso, la riapertura. Sarebbe perlomeno corretto informarci di che morte dobbiamo morire...e non lasciarci agonizzare inutilmente, questione di rispetto".
Raggiunto dai colleghi di Teleticino, Suter ha spiegato il suo punto di vista: "È una grande insicurezza non sapere quando poter riaprire, che crea paura all'imprenditore visto che non ha la possibiità di pianificare il ritorno. Ho un brutto presentimento. Questa attesa può tramutarsi in fallimento. Si rischia di perdere "soldati" sul campo, oltre a quelli già persi".
Come intende agire come associazione di categoria? "A livello nazionale abbiamo già scritto, mandando le prime e-mail ieri sera dopo che alcuni media svizzero-tedeschi hanno parlato della riapertura in tre fasi. Abbiamo formulato idee concrete per come attuare le misure di sicurezza e dare degli input per poter riaprire quanto prima. A Bellinzona invece dovremo battere cassa, la liquidità comincia a scarseggiare. Si mette in pericolo tutto il sistema turistico ticinese".
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