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Sussidi pubblici buttati via a Biasca?
Sussidi pubblici buttati via a Biasca?
Sussidi pubblici buttati via a Biasca?
Redazione
9 anni fa
Guidicelli interroga il Consiglio di Stato. La SMB avrebbe sprecato 12 milioni per un macchinario mai utilizzato

Non sarebbe solo la feroce concorrenza estera ad aver affossato la SMB di Biasca, che l'altro ieri ha annunciato la chiusura dello stabilimento e il licenziamento di tutti i suoi 41 dipendenti (vedi suggeriti).

Alle spiegazioni fornite dalla direzione dell'azienda, il Giornale del Popolo ne aggiunge oggi un'altra, che getta pesanti ombre sull'operato dei vertici dell'azienda.

Nel 2010, due anni dopo che l'azienda fondata da Gianluigi Martinelli era passata nelle mani del fondo d'investimenti zurighese Zurmont Madison, venne acquistato per 12 milioni di franchi un macchinario in grado di sfornare pezzi fino a un peso di 300 chilogrammi, finanziato in parte con sussidi cantonali provenienti dalla Legge sull'innovazione tecnologica. Ma quel macchinario d'eccellenza non è mai stato utilizzato. "Da quanto è stato installato, non c'è mai stata una commessa che richiedesse pezzi da forgiare di 300 chili" spiega un operaio al GdP. "L'impianto è fermo da anni."

12 milioni di franchi sprecati, quindi, che oggi sarebbero potuti servire per salvare i 41 posti di lavoro dell'azienda, secondo il GdP. E la questione finirà anche in politica, visto che il sindacalista OCST Gianni Guidicelli ha già annunciato di voler proporre un'interrogazione parlamentare sui finanziamenti pubblici accordati alla SMB, anche per cercare di capire le reali cause della smobilitazione a Biasca. Inoltre Guidicelli sta preparando un'altra iniziativa, per sollecitare i clienti pubblici come FFS e Ruag "a tornare a rifornirsi a Biasca anziché dirottare commesse milionarie verso industrie dell'Est Europa".

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