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Energia
Sussidi o meno, il futuro è elettrico
Redazione
4 anni fa
Ieri il Gran Consiglio è tornato a parlare di mobilità elettrica. A Bellinzona si è deciso di sostenere chi ha fatto richiesta di un sussidio per l’acquisto di un’auto elettrica entro il 30 settembre, mentre per il futuro si punterà sugli aiuti per le colonnine di ricarica.

In tempi non sospetti l’ingegnere ticinese Marco Piffaretti – esperto di mobilità elettrica – già girava con un’automobile elettrica. Un pioniere, protagonista dello sviluppo elettrico a 360 gradi come primo direttore del Progetto VEL (Veicoli Elettrici Leggeri) nato a Mendrisio nel lontano 1994. Ieri la mobilità elettrica è tornata sui banchi del Gran Consiglio. “È una situazione un po’ paradossale”, ci dice Piffaretti, spiegando che “questi contributi, che un po’ di anni fa sono stati decisi in maniera molto lungimirante, sono andati esauriti molto presto. Una dimostrazione che servivano, soprattutto al ceto medio”. Per Piffaretti basta infatti guardare le statistiche di circolazione delle auto elettriche in Ticino, ovvero quel settore “che proprio grazie anche a questo supporto è riuscito a crescere più di tutti”.

Un futuro all’insegna dell’elettrico

Alla fine a Bellinzona l’ha spuntata la linea di sostenere chi ha fatto richiesta di un sussidio per l’acquisto di un’auto elettrica entro il 30 settembre, mentre per il futuro si punterà sugli aiuti per le colonnine di ricarica. Una strada che comunque piace a Piffaretti, soprattutto per le colonnine intelligenti. Per il nostro esperto si andrà verso un’elettrificazione generale. “25 anni fa eravamo sotto i 100km, oggi siamo sopra i 300km. Ricordiamo che mediamente ognuno di noi viaggia giornalmente in automobile per 38km, quindi ne abbiamo più che abbastanza”. Di energia per Piffaretti ce n’è quindi abbastanza, anzi, “ne abbiamo talmente tanta che a bordo di un’auto elettrica che ormai cominciano a svilupparsi tecnologie per usare parte delle batterie per ottimizzare l’autoconsumo, come ad esempio per il fotovoltaico di casa”. In questo modo la possibilità di consumare e produrre tra vicini dal punto di vista fotovoltaico, e quindi “ottimizzare questo bilancio senza andare in rete, è talmente conveniente che sta spingendo molte persone ad andare verso l’elettrificazione di tutto: dell’abitazione e dell’automobile”.

Una ricarica intelligente

L’impianto fotovoltaico accumula energia. La stessa viene utilizzata per il riscaldamento, per la tv e per l’auto. L’energia in eccesso viene accumulata grazie a delle batterie. E la colonnina, il sistema, va a pescare dove necessario, così da poter ricaricare in qualsiasi momento, con o senza sole.

Benzina verso il tramonto?

Torniamo alle origini del viaggio di Marco Piffaretti. Trent’anni fa era tra i pochi a circolare in elettrico. Gli domandiamo allora quando l’eccezione saranno le automobili a benzina. “Ci saranno sicuramente ancora per parecchi decenni degli entusiasti per questa tecnologia, così come oggi ci sono gli appassionati di locomotive a vapore, li metterei un po’ su quel piano”, ha concluso Piffaretti.

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