
Una conferenza stampa congiunta per riflettere sui problemi economici e congiunturali generati dall’apprezzamento del franco è stata convocata questa mattina a Lugano da UNIA e OSCT. “Le ripercussioni economiche dal mondo economico e delle imprese si sono trasferite in modo troppo precipitoso e improvvisato sui lavoratori, ha detto in apertura il segretario cantonale del sindacato cristiano sociale Meinrado Robbiani che ha salutato come positivo l’ancoraggio del franco sull’euro operato ieri dalla BNS. “Una notizia che va nella giusta direzione, ma che tuttavia non risolve il problema”. Per il segretario cantonale di UNIA Saverio Lurati “è tempo di riflettere su quale industria vogliamo”. Il messaggio di Lurati è chiaro: stop agli insediamenti industriali che non producono valore aggiunto. Stop a quelle industrie che in Ticino si insediano unicamente per motivi speculativi, per evadere il fisco, per aggirare l’IVA. Pur riconoscendo come indispensabile la manodopera estera, per Lurati il Ticino deve fare una scelta sul tipo di frontalierato e azienda. Stop alle aziende che si limitano a spostare da una parte all’altra del confine i lavoratori generando traffico e occupando il nostro esiguo e quindi prezioso territorio. Nella piattaforma comune di stamani i sindacati hanno voluto ribadire con fermezza alcuni principi di carattere generale come il rifiuto di ogni forma di lavoro gratuito e il pagamento in euro dei frontalieri. “Sono richieste che sindacalmente non possiamo condividere, ha detto Rolando Lepori di UNIA, perché affrontano il problema da un ottica sbagliata: diminuire i salari significherebbe creare una distorsione ulteriore del mercato del lavoro, rendendo i lavoratori frontalieri ancora più interessanti e dunque escludendo di fatto i residenti dal mercato del lavoro nel settore industriale”. Sui rischi di una tendenza alla lombardizzazione del Ticino, sia a livello salariale che a livello di industria, ha parlato Robbiani che si è detto preoccupato per i duri scossoni subiti negli ultimi mesi dal mercato del lavoro. “Servono, secondo Robbini, più misure di controllo”. A questo proposito i sindacati hanno chiesto la costituzione di una task force nell’ambito del Forum industriale ticinese con lo scopo di raccogliere e verificare la legittimità delle richieste di deroga delle imprese. “In pochi mesi abbiamo perso anni di trattative a livello salariale”, ha commentato Giovanni Scolari di OCST che ha duramente criticato le soluzioni fai da te delle imprese. Con queste – o almeno con alcune di queste aziende - i sindacati sono pronti a dialogare, a patto di conoscere nel dettaglio, continua Scolari, la situazione economica e finanziaria della aziende". Tra le soluzioni presentate stamane, il differimento del pagamento delle ore supplementari tramite la costituzione di banche del lavoro, l’estensione del lavoro tramite modelli di flessibilità e una migliore razionalizzazione delle risorse e dell’organizzazione del lavoro. fp
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