
Non c'è un problema tecnico all'origine dello schianto del Super Puma costato ieri la vita ai due piloti. Nel corso di una conferenza stampa iniziata alle 10:00 di stamattina le Forze Aeree svizzere hanno confermato quanto dichiarato ieri dal capo dell'Esercito André Blattmann e confermato anche dal racconto di diversi testimoni presenti. L'elicottero si è schiantato al suolo dopo aver urtato un cavo dell'alta tensione, incendiandosi all'impatto, ma è ancora presto per stabilire se si sia trattato dell'unica causa dello schianto.
Alla conferenza erano presenti il responsabile della comunicazione Jürg Nussbaum, il capo istruttore di volo Lukas Rechsteiner e altri due ufficiali.
"L'inchiesta prosegue e stabilirà se si è trattato di un errore umano", ha spiegato Nussbaumer.
Nel frattempo è stata resa nota l'identità di uno dei due piloti deceduti nello schianto. Si tratta di André Bättig, municipale PLR di Illnau-Effretikon. Le Forze Aeree non hanno invece reso nota l'identità del copilota per motivi di privacy. I due erano piloti di milizia, hanno sottolineato le Forze Aeree, precisando che non ci sono differenze nell'addestramento tra piloti professionisti e, appunto, di milizia.
Per quanto riguarda l'assistente di volo rimasto gravemente ferito, Nussbaumer ha confermato che l'uomo è fuori pericolo. Tenendo conto delle circostanze, "sta fisicamente e psicologicamente bene" ha affermato.
Anche i quattro ufficiali francesi che erano stati trasportati in Super Puma sul Gottardo prima dell'incidente "stanno bene", ha precisato a margine della conferenza stampa l'addetto militare francese, il colonnello Jean-Michel Meyer, aggiungendo che l'accompagnamento psicologico fornito dalle autorità elvetiche è stato eccellente.
Il capo istruttore Lukas Reichsteiner non ha saputo confermare se il luogo dell'incidente è una zona normalmente utilizzata per l'atterraggio dei Super Puma.
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