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Ticino
Super ladro a processo a Lugano
Redazione
18 anni fa
E' accusato di una cinquantina di furti. L'accusato si difende: “Sono diventato il capro espiatorio per tutti i furti commessi in Ticino”

“Sono diventato il capro espiatorio per tutti i furti commessi in Ticino”. Le parole sono di Jörg Willimann. Camicia inamidata, anello di brillanti al dito, mani affusolate e gesti delicati. L’apparenza è quella di un vero gentiluomo. Peccato che da questa mattina sieda davanti alla corte delle Assise Criminali di Lugano, per rispondere di un atto d’accusa lungo come la lista della spesa. Ben quattro delle 12 pagine sono dedicate agli strumenti utilizzati per l’incredibile serie di furti messi a segno lo scorso anno nel giro di pochi mesi. E sette quelle per i reati imputatigli. Per il procuratore pubblico Antonio Perugini, è lui il super ladro, il responsabile di 50 colpi in tutta la Svizzera. Ma Williman, difeso dall’avvocato Yasar Ravi, su questo punto è irremovibile: ne riconosce solo, si fa per dire, 11. “Anche perché, essendo controllato a vista, non mi metto certo a rubare in Ticino”, ha spiegato imperturbabile alla corte. “L’Arsenio Lupin di casa nostra non ha certo un bel curriculum vitae. A quarantadue anni, può vantare ben ventuno anni passati in carcere. Insomma metà della sua vita trascorsa a scontare pene per una serie infinita di rapine. Il primo furto- ha ricordato stamane- l’ho commesso a sedici anni. Da allora è stato tutto un entrare e uscire dal carcere. Anche se i suoi conti con la giustizia del passato li ha saldati tutti. “Per me il carcere non è stata una soluzione”, si è sfogato l’uomo. “Ogni volta che uscivo, non trovavo alcun aiuto da parte delle autorità per un mio reinserimento”. Smessi gli abiti del carcerato, Williman si rimetteva i guanti, pronto per una nuova serie di colpi. Tutti gli strumenti usati per portare a segno le rapine, da cacciaviti a passamontagna, da piedi di porco a pinze di ogni forma, venivano nascosti in un magazzino di suoi conoscenti. “ Non farò mai i loro nomi, non metto in piazza chi mi è stato sempre vicino nel bisogno”, ha dichiarato stamane. Una questione d’onore, per il ladro gentiluomo, il cui ennesimo verdetto sarà pronunciato entro domani sera. [email protected]

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