
Tre ore e un quarto per coprire i 26 chilometri in salita (pendenza media del 7%, con punte dell’11 sull’ultimo miglio) che da Prato allo Stelvio (quota 915) portano al mitico Passo (quota 2'758). La via che nel 1953 fu teatro dell’ultima grande impresa del Campionissimo Fausto Coppi. Ieri, dopo aver dormito le notti più tranquille della sua estate - come ha dichiarato dopo l’estromissione dalla corsa per il Consiglio federale -, Fulvio Pelli ha inforcato la bicicletta e ha sfidato la Cima Coppi. Insieme a cinque compagni il presidente del Partito liberale svizzero si é arrampicato lungo la via altoatesina dello Stelvio, la più impegnativa tra le due possibili, quella appunto che parte da Prato. “Olimpio Pini mi ha preceduto di una quindicina di minuti – racconta Pelli -. Una faticaccia ma ne valeva la pena. Il tempo era spettacolare. Era la prima volta che mi cimentavo con lo Stelvio. Ora posso dire di aver portato a termine una bella impresa. Il consigliere federale lo farà qualcun altro”. E lascia intendere che alla fine é meglio così. Chiedendosi – ora che tutti parlano di una grande occasione perduta - dove fosse poi il sedicente entusiasmo ticinese attorno alla sua candidatura. Insomma, strepiti e grida col senno di poi, piagnistei da coccodrillo… Ma torniamo all’impresa. Partiti da Santa Maria Val Monastero, dove hanno dormito sabato notte, i sei ticinesi sono scesi per una ventina di chilometri fino a Prato allo Stelvio, hanno scalato la cima, sono ridiscesi per circa due chilometri, hanno imboccato il Passo dell’Umbrail – il più alto della Svizzera - e sono tornati a Santa Maria. Un percorso in montagna a cavallo del confine italo-elvetico, per il consigliere nazionale e i suoi compagni di cordata. Il fiato ha retto. Le gambe pure. Nonostante gli sgambetti e i calci negli stinchi della vigilia. Che qualcuno dice da cartellino rosso. Peggio di quelli di Gattuso in Milan-Inter. emmebi Foto: Luca Allidi
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