
All'indomani della costituzione di un gruppo interpartitico in sostegno della Filanda, il gruppo Lega-UDC-Indipendenti di Mendrisio, promotore del referendum, lancia un appello alla popolazione, chiedendole di avere il coraggio di sottoscrivere il referendum al fine di dare voce al popolo sul progetto.
"Nel 1992", ricorda il gruppo, "fu presentato un progetto per uno spazio pubblico, unito ad un luogo culturale, a disposizione di tutta la popolazione presso Villa Argentina. A quei tempi vi fu tanto di progetto rispettoso del luogo storico e culturale della Villa che fu allestito dall'architetto Fabio Reinhart. L'idea di biblioteca regionale e centro culturale fu però, purtroppo, abbandonata nel 1995, facendo passare in secondo piano la voglia di creare una biblioteca cantonale e si preferì far insediare l'accademia di architettura nella Villa".
Ora si vuole appunto inserire il centro culturale nei magazzini ex Manor, "decentralizzando rispetto all'afflusso della potenziale utenza del liceo, del campus, università, che sono tutti ubicati nella parte opposta della Città, e in un luogo poco accessibile dai quartieri della nuova Mendrisio. Non parliamo poi dei posteggi che non sono pubblici..." sottolinea il gruppo Lega-UDC-Indipendenti.
"Forse però l'intento è dare lustro al magnifico borgo, dimenticando però promesse e investimenti in altri quartieri periferici", fa notare il gruppo, "un esempio su tutti Piazza Baraini a Genestrerio".
"Altro punto discutibile e non di poco conto", aggiungono, "è la gestione della biblioteca su due livelli, argomento che inevitabilmente creerà costi supplementari per il doppio personale (ah già vero, tanto siamo l'unica biblioteca cantonale nella quale il comune contribuirà al pagamento del salario dei bibliotecari...). Solo questo argomento, se valutato attentamente da chi ha fatto i compiti, porterebbe ad una valutazione diversa della biblioteca in questa ubicazione in un periodo di incertezze finanziarie".
"Troppo facile allora gridare al lupo quando si presentano i preventivi annuali del comune e poi non essere capaci a frenare le spese (tanto i soldi sono del cittadino contribuente). I tempi, lo sappiamo tutti e ci viene ricordato costantemente, non sono i migliori e soprattutto, bisognerà prevedere minori entrate fiscali (vedi Casinò e non solo)".
In questo contesto, si chiede il gruppo Lega-UDC-Indipendenti, "è giusto utilizzare i 4.5 milioni di contributi aggregativi (che sono ancora soldi dei contribuenti, non sono mica cresciuti su un albero...) in un progetto unico e che genererà poi costi di gestione annuali non indifferenti? Noi, permetteteci, preferiamo che a questa domanda rispondano i cittadini".
Da qui l'invito a firmare il referendum.
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