
La Società Navigazione del Lago di Lugano, assieme alla sua omologa italiana GGNL, ha comunicato oggi di aver sottoscritto un accordo per proseguire il servizio fino al 28 febbraio 2021, data della proroga delle negoziazioni tra le società svizzere e italiane che compongono il Consorzio che gestisce la navigazione sul Lago maggiore. Questo nonostante la recente notizia del licenziamento effettuato da SNL di tutto il personale operante a Locarno, segnalato il 24 dicembre dal Sindacato del personale dei trasporti (Sev) e da Unia. Licenziamento su cui ora la SNL dichiarando che “le comunicazioni apparse recentemente sugli organi di stampa sono state strumentalizzate e rappresentano la realtà dei fatti in modo inesatto e fuorviante”.
Il nodo della discordia
A dicembre, si legge nel comunicato, vista la mancanza di risultati nelle trattative, SNL “ha convocato ogni singolo collaboratore operante nel bacino svizzero del lago Verbano proponendo un contratto di lavoro nel Gruppo SNL per l’anno 2021“, proposta valida fino alle ore 12 del 23 dicembre 2020, poi prolungata alle 16 su richiesta dei sindacati. Nella stessa giornata però, “i sindacati hanno comunicato verbalmente a SNL che nessun collaboratore avrebbe firmato il contratto di lavoro presentato dalla stessa”. L’azienda precisa inoltre che “tutti (nessuno escluso) i collaboratori contattati hanno espresso apprezzamento ed hanno ringraziato l’azienda per le proposte effettuate nella più totale trasparenza”.
La situazione dei collaboratori
SNL conclude specificando al momento restano 11 collaborativi attivi sul lago Maggiore e che rispetto ai precedenti 22 tre sono andati a beneficio della pensione, mentre degli 8 collaboratori che non hanno firmato l’accordo, 3 hanno subordinato la firma del contratto ad aumenti salariali fino al 30% del loro stipendio attuale, uno ha subordinato la firma a turnistiche favorevoli alla sua vita famigliare, da 3 non è pervenuta risposta e uno ha espresso l’intenzione di cambiare attività. Il gruppo dichiara quindi di aver “tutelato l’occupazione di tutti i collaboratori, preservando il prezioso know-how all’interno dell’azienda, indipendentemente dall’esito dei rinnovi delle trattative ministeriali, nonostante il contesto finanziario e operativo estremamente difficile”.
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