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Moon & Stars
“Sul palco parliamo la lingua della musica, non l’italiano o il tedesco”
Redazione
3 anni fa
È iniziata la manifestazione che per 10 giorni illumina le notti di Locarno con i suoi concerti. Fabio Bonetti, direttore dell'OTR Locarnese e Valli: "I concerti attirano i turisti". Il patron di Moon & Stars:: "I costi sono esplosi, siamo intervenuti in minima parte sui biglietti".

Si è aperta questa sera l'edizione 2023 di Moon & Stars. Da oggi fino al 23 di luglio sul palco di Locarno si esibiranno numerosi artisti, tra cui OneRepublic, Ricky Martin, Placebo (per citare quelli più famosi). Un evento che genera un indotto economico importante nella regione e che è da sempre un attrattore turistico. Ma quest’anno i turisti da oltre Gottardo sono davvero arrivati? Stando al direttore dell’OTR Lago Maggiore e Valli Fabio Bonetti sono proprio i concerti in Piazza Grande ad attirarli. “Se guardiamo il dato sul mese di luglio, abbiamo registrato una perdita di pernottamenti del 5-6%. Se guardiamo i giorni in cui si tengono i concerti, le cifre sono leggermente sopra il 2022. I concerti fanno dunque la differenza”. Stando a Bonetti l’indotto generato dalla manifestazione è sotto al milione di franchi al giorno, una grande opportunità dunque per il Locarnese, indipendentemente da chi sale sul palco.

Nuovo anno, nuove polemiche

Una manifestazione grande come Moon & Stars - che porta con sé anche food truck, la ruota panoramica e tanti altri piccoli concerti nella piazza piccola - ogni anno trascina con sé anche alcune polemiche, come il prezzo dei biglietti o la line-up a “misura di svizzero tedeschi”. Questioni su cui abbiamo interpellato Dani Büchi, patron della manifestazione. “Sul palco parliamo la lingua della musica, non l’italiano o il tedesco. Credo comunque che la cosa più importante sia che Moon & Stars attiri i turisti. Vogliamo che gli alberghi siano pieni, che i ristoranti siano pieni. Vogliamo che ci sia un impatto economico sul Cantone. Anche per questo chiamiamo artisti che possano attirare anche il pubblico svizzero tedesco. Non è una novità, è stato sempre così. Ma anche quest’anno abbiamo pensato sia al pubblico d’Oltralpe che agli italofoni”.

I prezzi

Sulla scelta di mantenere i prezzi relativamente alti, soprattutto se confrontati con la vicina Italia, Büchi spiega che è legato ai costi della manifestazione. “Dobbiamo rispondere a molte richieste e negli ultimi due anni i costi di organizzazione dei festival sono esplosi: dal cachet degli artisti, al palco e alla strumentazione fino alla sicurezza. Tutto è diventato più caro: non solo del 10%, ma del doppio. Abbiamo potuto aggiungere solo una piccola parte sui biglietti, ma è un problema che si verifica in tutta la Svizzera. Sappiamo che non si parla di pochi soldi per un concerto in Piazza Grande. Per questo cerchiamo di offrire un’esperienza che va oltre il semplice concerto”.

Come stanno andando le vendite

Per ora le vendite sono al di sotto delle cifre dello scorso anno, precisa ancora Büchi. “Siamo contenti, ma non siamo al livello del 2022, quando le vendite sono andate molto forti. Questo dipende da diversi fattori: dalla scelta dagli artisti, dal meteo, dalla concomitanza di altri eventi. Difficile dire perché una volta funziona meglio di un’altra. Per il concerto dei One Republic siamo praticamente “sold out” e anche per quello di Ramazzotti restano solo pochi biglietti. Speriamo che nei prossimi giorni ne vengano venduti altri".