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Ticino
"Sul lago c'è molta indisciplina"
"Sul lago c'è molta indisciplina"
"Sul lago c'è molta indisciplina"
Redazione
9 anni fa
La testimonianza di uno dei protagonisti dell'incidente fra due imbarcazioni avvenuto sul Ceresio a luglio

È passato esattamente un mese dall'incidente avvenuto a fine luglio sul Ceresio, tra Morcote e Brusino. Un 69enne alla guida della sua barca - lo ricordiamo - ne speronò un'altra di notte, salvo poi allontanarsi senza soccorrere i feriti. A qualche settimana di distanza, uno dei protagonisti ha deciso di rilasciare la sua testimonianza al CdT, ripercorrendo quei difficili momenti. "Eravamo in mezzo al lago. Feriti, al buio e sotto choc. E ci ha lasciati lì, senza soccorrerci. Io forse sono anche svenuto per qualche secondo, mentre mia moglie aveva delle dita dei piedi rotte. In quelle condizioni non potevamo neanche nuotare fino a riva".

Sull'imbarcazione al momento dell'urto si trovavano quattro luganesi di 62, 59, 56 e 44 anni. Con le sue parole, l'intervistato vuole far passare un messaggio di prevenzione e sensibilizzazione, perchè gli incidenti sul lago "succedono più spesso di quanto si creda". I quattro quella sera stavando rientrando a casa, quando "a un certo punto abbiamo sentito un botto tremendo. È stato come se ci fossimo schiantati contro un muro. Mi sono reso conto che una barca ci aveva colpiti in pieno, frontalmente, e io sono stato sbalzato contro il lunotto". L'uomo alla guida dell'altra imbarcazione, come poi ha confermato la polizia cantonale, ha navigato fino a casa sua prima di chiamare le autorità. "Siamo stati una notte in ospedale e potete capire che in quelle condizioni, se fossimo finiti in acqua, non saremmo neanche stati in grado di nuotare(...). Proprio per questo dico che l’averci lasciato lì, omettendo di soccorrerci, è la cosa più brutta e vigliacca che si poteva fare".

Ancora oggi, i quattro devono affrontare le conseguenze dell'incidente. Da qui, l'intenzione di sensibilizzare la popolazione: "Sul lago c’è molta indisciplina. Ci sono barche che passano vicinissime alle altre, a manetta, magari perfino quando in acqua ci sono persone che stanno nuotando nelle vicinanze. C’è chi ha fari non omologati, chi circola con le luci spente e chi addirittura, senza luci, crede che basti mettere qualche candelina sulla barca (che si spegne a ogni soffio di vento) pensando di farsi vedere".

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