
La convenzione con la compagnia Finzi Pasca si farà, ricorso permettendo. Lo ha deciso il Consiglio comunale di Lugano questa sera con 36 voti favorevoli, 12 contrari, 4 astenuti (tre i "franchi tiratori" in casa Lega).
Ma non sono tutte rose e fiori. Attilio Bignasca aveva infatti promesso scintille e le scintille sono prontamente arrivate. Da subito. Questa sera, a inizio seduta del Consiglio comunale di Lugano, il capogruppo leghista in CC ha preso la parola per chiedere il rinvio della discussione sul contributo di 750mila franchi (su tre anni) alla compagnia teatrale di Daniele Finzi Pasca. Motivo della richiesta un presunto errore formale e le informazioni che il capogruppo leghista afferma di non aver ricevuto (leggi correlato).
Tesi prontamente contestate e definite strumentali da Roberto Badaracco. Risultato: votazione con solo i leghisti a sostegno della proposta di rinvio e discussione confermata. "Il ricorso sarà allora inevitabile" ha chiosato ancora Bignasca.
Ma è durante la discussione che gli animi si sono davvero riscaldati: inizialmente i relatori Roberto Ritter (Plr) e Lorenzo Jelmini (Ppd) hanno sottolineato l'importanza della convenzione e l'approssimarsi dell'apertura del Lac: "un contenitore - è stato spiegato - che necessita ora i contenuti e nulla è più indicato della compagnia ticinese, che porta il nome e l'eccellenza nostrana nel mondo. Un aspetto, quest'ultimo, che è inserito nell'accordo con l'obbligo di apporre sempre e ovunque i loghi della città, del Cantone - che peraltro, nonostante le difficoltà finanziare, prende parte e sostiene la convenzione - e di Pro Helvetia". Insomma un investimento per la politica culturale della Lugano del futuro. E infine l'affondo ai contrari: "Chi è contrario presenti delle alternative, altrimenti è in una posizione perdente".
La parola l'ha poi presa Martino Rossi (Ps), che ha alzato il tiro attaccando anch'egli chi vorrebbe affossare l'accordo, parlando di "atteggiamento masochista, nichilista e suicida da parte di chi nel 2004 il Lac lo ha approvato, perché tutti lo hanno approvato, anche chi ora si oppone". Rossi ha inoltre posto l'accento, non contestandoli, su altri eventi "effimeri", che durano solo qualche giorno, per i quali la città spende centinaia di migliaia di franchi, come ad esempio Estival Jazz, e sui quali però nessuno fa ostracismo.
Bignasca: "Non capisco l'urgenza"
Il capogruppo e coordinatore leghista non le ha mandate però certo a dire e in tutta risposta ha affermato di "aver semplicemente chiesto un business plan. E poi perché si vuole far passare con tutta questa fretta un credito che va unicamente a foraggiare una compagnia?" "La compagnia Finzi Pasca - ha continuato il leghista - prima era a Montréal, una città di 3,5 milioni di abitanti e la media degli incassi a serata ammontava a meno di 15mila franchi, e noi vogliamo puntare su queste cifre per il Lac? Allora c'è ancora chi crede a gesù bambino."
Sempre sul nuovo polo culturale Bignasca è tornato nuovamente sugli aspetti finanziari, sottolineando come per il Lac "ci saranno costi di gestione, di manutenzione e tanti altri. Però nessuno ne parla." In conclusione il capogruppo di Via Monte Boglia non ha messo in discussione tanto la valenza della compagnia, quanto la necessità di vedere il business plan prima di approvare convenzioni costose perché, per dirlo con parole sue: "È bello fare i grandi con i soldi degli altri". Anche l'Udc, per voce di Tiziano Galeazzi, ha sostenuto la posizone leghista, chiedendo a sua volta un piano finanziario, ritenendo prematuro il messaggio e annunciando la bocciatura.
In seguito sono intervenuti altri consiglieri comunali che sono tornati a sottolineare "l'enorme opportunità" per la città di Lugano, chiedendo di non chiudere la porta in faccia a uno dei maggiori artisti che ha espresso la nostra terra in tempi recenti.
Borradori: "Non possiamo permetterci errori"
A contestare la visione leghista ci ha pensato però anche...il sindaco leghista Marco Borradori, che prima della votazione ha voluto prendere la parola per rimarcare l'importanza "di valorizzare quello che abbiamo sul nostro territorio, non possiamo permetterci di non farlo. Quello che abbiamo è importante ed eccellente, e in particolare penso a due persone: Mario Botta e Daniele Finzi Pasca".
Masoni: "Distinguiamo il contenitore dai contenuti"
Al termine della discussione è voluta intervenire anche la municipale Giovanna Masoni Brenni, responsabile del dossier, per rispondere alle critiche espresse in particolare da Bignasca, che però aveva nel frattempo abbandonato la sala, e al quale Masoni si è rivolta in 'contumacia': "Nel 2009 abbiamo allestito il primo businessplan che da allora è continuamente aggiornato, perché non l'avete chiesto prima? Al momeno è in mano dei servizi finanziari che hanno il compito di tradurlo in un preventivo. Sono inutili le sceneggiate e le accuse di faciloneria, anche Giuliano Bignasca avrebbe capito l'importanza di questo accordo, perché lui certe cose le capiva. Inoltre il business plan dal 2013 è stato continuamente ritoccato al ribasso, vista la situazione delicata delle finanze cittadine, uno sforzo di contenimento che sta facendo il mio dicastero come tutti gli altri." "La cultura crea lavoro, e questa convenzione ne creerà qui sul territorio" ha concluso la municipale.
Infine, come detto, la votazione che spiana la strada alla convenzione. Ricorso leghista permettendo.
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