
Negli ultimi due giorni il numero dei casi di influenza suina è salito da 35 a 50. Ma l’eventualità di una pandemia non spaventa la popolazione ticinese, che lentamente inizia ad adottare le misure anticontagio. Fino a martedì scorso i casi accertati di influenza suina in Ticino erano 35. Negli ultimi due giorni se ne sono aggiunti altri quindici, ci spiega il medico cantonale aggiunto Danuta Reinholz. Quanto ai casi sospetti ormai non si contano più. Ogni giorno sono circa una ventina quelli che si sottopongono alle analisi di rito. Insomma, anche in Ticino il virus sta contagiando la popolazione con una frequenza sempre maggiore. Cifre modeste, se comparate con le previsioni dell’ufficio federale della sanità che stima a circa due milioni il numero delle persone che potrebbero contrarre il virus entro la fine di ottobre. Dal giorno del primo contagio in Ticino, registrato il primo luglio, è trascorso un mese. Ma ancora oggi, l’eventualità di una pandemia non spaventa la popolazione ticinese. La suina non fa paura. La popolazione sembra aver recepito bene le informazioni divulgate dalle autorità sanitarie nelle ultime settimane, almeno per quel che concerne la regola numero uno: lavarsi le mani. Quanto alle misure più drastiche per evitare il contagio, la popolazione sembra ancora snobbare il consiglio dell’Ufficio federale della sanità che sul sito pandemia.ch consiglia l’acquisto di 50 mascherine per persona. FP
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