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Suicidio, l'importanza di parlarne
Suicidio, l'importanza di parlarne
Suicidio, l'importanza di parlarne
Redazione
8 anni fa
Un dramma silenzioso, di cui la cronaca non scrive. E forse è proprio questo il problema, come conferma Claudia Cattaneo di Telefono amico

"Forse bisogna non avere così paura di dire che questo pensiero può passare nella nostra testa. Può succedere veramente".

Può succedere a tutti, come affermato da Claudia Cattaneo Rossi, responsabile delle pubbliche relazioni di Telefono amico. Eppure si continua a non parlarne. Magari a condannare. Un tabù, il suicidio, con cui oggi, in occasione della giornata mondiale di prevenzione, vogliamo invece confrontarci.

Come riportano le statistiche, negli ultimi 20 anni, in Svizzera i suicidi sono diminuiti. Tanto, ma non abbastanza: ogni giorno, in media, due o tre persone si tolgono la vita. In Ticino si contano una quarantina di casi all’anno. Sedici nei primi 7 mesi del 2018. Un fenomeno che stando ai dati della Confederazione tocca soprattutto gli over 75.

"Non mi sorprende, perché, pur non essendo l'unica fascia di persone coinvolte da questo problema, resta il fatto che è nella terza e quarta età che si avvicinano i momenti più duri della vita, quando non ci sono più prospettive, quando ti vedi solo e magari ammalato. Se non si reagisce per tempo si può pensare al suicidio", dichiara ai microfoni di TeleTicino Agnese Balestra Bianchi, già presidente dell'Associazione ticinese terza età (ATTE).

Un dramma silenzioso, di cui la cronaca non scrive. E forse è proprio questo il problema, come conferma Claudia Cattaneo:"La nostra cultura delle paure. Non è facile, ma si può fare. Noi abbiamo persone che ci chiamano e ne parlano e in quei momenti si fanno dei passi avanti".

E a confidare nel potere della parola per prevenire una decisione tanto drastica e ai più incomprensibile è anche la Confederazione, che oggi lancia una piattaforma. Obiettivo: più collaborazione tra gli enti predisposti sul territorio e ridurre di qui al 2030 il numero di suicidi del 25%. Ancora Claudia Cattaneo: "Certo, si può collaborare di più, noi collaboriamo già da qualche anno con "Parlare può salvare", un progetto del Telefono amico Svizzera con le FFS".

E per Agnese Balestra Bianchi prevenire significa anche offrire la possibilità di restare attivi: "Fare volontariato, partecipare a conferenze, giochi, fare sport. Questo aiuta a scacciare i brutti pensieri e ad imparare a vivere giorno per giorno godendosi quello che si ha", conclude l'ex presidente dell'ATTE.

Laura Milani

Maggiori dettagli nel servizio del Tg di TeleTicino

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