
L’autosilo Balestra di Lugano è spesso, e purtroppo, diventato un luogo privilegiato da chi decide di mettere fine alla propria vita. La cabina telefonica del Telefono amico posta sul tetto dell’edificio può essere un aiuto ai potenziali suicidi, ma di certo non basta per arginare il problema. Il gesto estremo dei suicidi inoltre può mettere in pericolo anche la vita di chi si trova sotto l'autosilo. E così poco meno di due settimane fa il consigliere comunale Stefano Fraschina ha chiesto con una mozione la posa di reti di protezione nei piani dell'autosilo. Ma non solo. I commercianti della zona hanno lanciato una petizione per chiedere maggiore sicurezza all’edificio. Ora la palla è passata al Municipio che deve prendere una decisione. I morti sono troppi e manca l’adeguata sicurezza. L’esecutivo cittadino, dichiara il capo dicastero Stabilimenti comunali Giuliano Bignasca dai microfoni di Radio 3iii, dovrebbe discuterne già domani. “Non è un lavoro semplice – osserva Bignasca - , forse potremmo fare solo una prima tappa, che riguarda la chiusura dei vuoti. Naturalmente se facciamo tutto il lavoro, compreso il risanamento del beton, costa 15 milioni. Penso che effettivamente adesso bisogna intervenire, cosa che la polizia non ha mai voluto fare”. “Adesso il Municipio deve intervenire e chiudere le parti pericolose, anche con una certa urgenza. E se fosse per me manderei qualcuno giovedì mattina a tappare. Non è così semplice, ma nel giro di sei mesi lo faremo”, termina Bignasca.
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