
A fine legislatura Patrizia Pesenti lascerà il Consiglio di Stato. E in casa PS, per manterele le posizioni, bisognerà lottare. In questo senso il capogruppo socialista in Gran Consiglio Raul Ghisletta, 48 anni, sindacalista, non si fa illusioni: “Il problema - dice al Caffé - con il vento di destra che soffia in questo Paese, è mantenere il seggio in governo e lo stesso numero di deputati: per questo dobbiamo essere più uniti”. Che ora c'è anche la concorrenza dei Verdi. “Era nell’ordine delle cose - aggiunge Ghisletta - il tema ambientale sarà sempre più centrale. Certo è che l’eccesso di concorrenza rischia di indebolire una sinistra che da noi è già piccola”. "Pesenti - prosegue - rappresentava una figura popolare con un proprio forte consenso”. E sulla corsa per la successione: “Ho superato il limite delle tre legislature in parlamento. Se ci fosse bisogno di me sono disponibile. Il PS dovrà però fare un ragionamento globale sugli obiettivi, soppesando le ambizioni (che penso saranno molte) con la strategia da mettere in campo, per una lista forte, che copra tutti i settori della società”.Gli altri tre "nomi caldi" che circolano nei corridoi di Palazzo, per la corsa alla successione della direttrice del DSS, sono quelli del presidente di partito Manuele Bertoli, del procuratore generale aggiunto Mario Branda e della municipale luganese Nicoletta Mariolini, che al Caffé dice, prudente: "Tutto è possibile. Certamente per indole sono più propensa ad un’azione esecutiva e penso che il ruolo all’interno di un grosso comune come Lugano non sia tanto dissimile da quello di un esecutivo cantonale. Ma ora è prematuro".
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