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Ticino
Successione Couchepin: UE, Schwaller dice no al PS
Redazione
17 anni fa
E martedì mattina si tiene l'audizione del consigliere di Stato ticinese Luigi Pedrazzini da parte del Gruppo parlamentare PPD/Evangelici/Verdi liberali

"Non cambierò radicalmente le mie posizioni in fatto di politica estera e sociale". Così si è espresso oggi il senatore democristiano friburghese Urs Schwaller in interviste pubblicate sui quotidiani svizzerotedeschi "Tages Anzeiger" e "Bund".Nonostante le "avances" dei vertici socialisti, che negli ultimi giorni hanno più volte dichiarato di avere parecchie affinità con il probabile candidato del PPD svizzero alla successione di Pascal Couchepin in Consiglio federale, Schwaller ha respinto le richieste del PS di riprendere i negoziati d'adesione con l'Unione europea già dalla prossima legislatura e di iniettare altri 500 milioni di franchi per abbassare i premi delle casse malati."L'adesione della Svizzera all'UE può essere soltanto considerata come un'opzione a lungo termine", ha dichiarato il capogruppo PPD alle Camere federali, precisando di essere un fautore della via bilaterale. Schwaller potrebbe cambiare idea soltanto se "l'UE diventasse più federalista e introducesse maggiori diritti popolari. Attualmente ciò non è il caso", ha rilevato.Schwaller, che domani potrebbe essere ufficialmente scelto dal PPD quale candidato per l'elezione del 16 settembre, ha pure affermato di non poter accogliere neppure la richiesta socialista di un sostegno statale di 500 milioni supplementari per i premi delle casse malattia. "Questo intervento non agevolerebbe la lotta contro i crescenti costi della salute. Iniettare più soldi per il contenimento dei premi, significherebbe soltanto ritardare il loro aumento".Il gruppo parlamentare del PS procederà alle audizioni dei candidati ufficiali soltanto il 15 settembre, alla vigilia dell'elezione. "Interrogata dall'ATS, la capogruppo Ursula Wyss ha ribadito oggi che "per il momento Schwaller gode delle maggiori preferenze in seno ai socialisti". Tuttavia "se vuole convincere anche la minoranza critica, il democristiano dovrà fare alcune concessioni". La consigliera nazionale socialista (PS/BE) ritiene poco probabile che il partito lasci libertà di voto il 16 settembre.Il PLR ha già scelto il suo "ticket" ufficiale, presentando il senatore neocastellano Didier Burkhalter e il consigliere nazionale ginevrino Christian Lüscher. Dal canto suo, il gruppo UDC non ha escluso di lanciare nella corsa il consigliere nazionale friburghese Jean-François Rime (UDC/FR). I Verdi invece hanno rinunciato a lanciare nella corsa un loro esponente.L'audizione dei tre candidati democristiani - oltre a Urs Schwaller, si sono messi a disposizione del partito il consigliere nazionale Dominique de Buman (PPD/FR) e il consigliere di Stato ticinese Luigi Pedrazzini - da parte del Gruppo parlamentare PPD/Evangelici/Verdi liberali, si terrà domani mattina.ATS

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