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Ticino
Successione Couchepin: Tettamanti contro Pelli
Redazione
17 anni fa
Il finanziere Tito Tettamanti dichiara: "Da solo non porta in governo nessun cambiamento: fa parte dell'élite politica che è corresponsabile della crisi della Svizzera"

La candidatura "non ufficiale" del presidente del PLR Fulvio Pelli per la successione di Pascal Couchepin in Consiglio federale non fa l'unanimità né in seno al suo partito, né al suo cantone: la vice-presidente Isabelle Moret sostiene che "al momento non abbiamo bisogno di lui", mentre il finanziere ticinese Tito Tettamanti dichiara: "non porterebbe alcun cambiamento".Dopo che Pelli si è messo a disposizione per un'elezione in Consiglio federale qualora il suo gruppo parlamentare lo ritenesse indispensabile per salvare il secondo seggio PLR, la vice-presidente del partito Isabelle Moret ha dichiarato che ciò - al momento - non è necessario: "Se la situazione resta com'è adesso, non abbiamo bisogno di Pelli", ha detto al "Tages-Anzeiger" la consigliera nazionale vodese, fiduciosa che i quattro candidati ufficiali (Didier Burkhalter, Martine Brunschwig Graf, Pascal Broulis e Christian Lüscher, ndr.) permetteranno di confermare il seggio lasciato libero da Couchepin.La consigliera agli Stati argoviese Christine Egerszegi nel contempo batte su un altro chiodo: "se (Pelli) fosse una donna - ha osservato sempre sul "Tagi" - lo si definirebbe volubile". Inoltre - ha aggiunto - ha 58 anni e ha detto lui stesso che vuole un governo più giovane.Ma Pelli non si lascia impressionare dalla critiche interne e sempre sul "Tagi" afferma: "i ticinesi hanno gli stessi diritti delle altre sezioni cantonali". E aggiunge: chi adesso è arrabbiato lo sarebbe stato ancora di più se il PLR ticinese non avesse preso posizione in modo formalmente corretto.Per l'ex consigliere di Stato PPD Tito Tettamanti, Pelli ha diverse qualità: "ha esperienza, è diligente, impegnato, onesto e serio. Ma da solo non porta in governo nessun cambiamento: fa parte dell'élite politica che è corresponsabile della crisi della Svizzera", ha dichiarato alla "Handelszeitung Online".Pur affermando di difendere il diritto della minoranza italofona di essere rappresentata in Consiglio federale, Tettamanti preferirebbe un rappresentante del mondo economico reputato anche sul piano internazionale: e cita ad esempio il presidente dimissionario della Banca nazionale svizzera Jean-Pierre Roth e il presidente della direzione della Deutsche Bank, Joe Ackermann.ATS

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