
La notte tra il 3 e il 4 febbraio dello scorso anno, tornando dal carnevale di Roveredo, alla stazione di Giubiasco ha visto due ragazze e le ha seguite. Quando una delle due è rimasta sola, l’ha aggredita, l’ha trascinata in un luogo discosto e l’ha brutalmente stuprata.
Un 24enne del Bellinzonese compare oggi davanti alla corte delle assise criminali presieduta dal giudice Amos Pagnamenta. Deve rispondere di violenza carnale e coazione. Ma anche di tentato omicidio, per aver cercato di strangolare la sua ragazza con un cavo della stampante.
“È stato un climax, non so quando sia iniziato”, ha detto ammettendo in aula lo stupro. “Non la conoscevo, è stato un caso che abbia aggredito lei”, ha spiegato. Inizialmente l’uomo aveva affermato di aver compiuto gli atti perché era posseduto da un demone, oggi in aula però non ha ripetuto questa storia. Continua però a ripetere di non ricordare direttamente quei momenti: “Ho avuto degli incubi in cui ho visto ciò che avevo fatto”, ha detto.
Il tentato omicidio della sua ragazza, invece, sarebbe nato da un tradimento. “Ero arrabbiato, ho perso il controllo, ma non la volevo uccidere”. Quella sera, era il 15 gennaio dello scorso anno, scoperta l’infedeltà, il 24enne puntò anche un coltello verso la compagna per costringerla a discuterne.
L’uomo, difeso dall’avvocato Marco Masoni, deve rispondere anche di un tentato incendio intenzionale risalente al 2015. In quell’occasione aveva lanciato una molotov contro la casa di un uomo che gli aveva fatto un torto. “L’ho fatto per vendetta, volevo dargli una lezione”, ha raccontato in aula.
L’accusa, sostenuta dal procuratore pubblico Zaccaria Akbas, chiede la condanna anche per i reati di atti sessuali con persone inette a resistere, atti sessuali con fanciulli (all’inizio della relazione, la ex ragazza era minore di 15 anni), pornografia e contravvenzione alla Legge federale sugli stupefacenti. La sentenza è attesa giovedì.
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