
Stupore e amarezza. Una questione di umanità, ancora prima che istituzionale e politica. Le dichiarazioni di Marko Tomic pubblicate questa mattina dal Caffè, hanno spiazzato alcuni membri della Commissione parlamentare di sorveglianza sulle condizioni di detenzione. Parole forti, quelle del ragazzo, con cui afferma di non poter "continuare a rimanere in questa sezione in cui ci sono solo pedofili e violentatori. Devo poter avere anche uno scambio con gli altri detenuti, ma qua a Lugano per me è impossibile. Ho paura per la mia incolumità”. Lunedì scorso il presidente della Commissione Sergio Arigoni, i deputati Marco Chiesa e Giorgio Galusero, hanno fatto una visita a sorpresa nella sezione chiusa del carcere dove Tomic sta scontando la pena per l’omicidio di Damiano Tamagni. La delegazione parlamentare lo ha incontrato. “Un momento bello, intenso, dal profilo umano. E senza nessuna formalità”, dice Sergio Arigoni. “L’ho trovato bene, rideva, scherzava e ci ha detto che lì stava bene. Abbiamo parlato di come sfruttare questo momento in carcere. Ci ha raccontato del suo desiderio di andare in Svizzera interna per imparare la lingua e rifarsi una vita oltralpe una volta che avrà scontato la sua pena. Gli ho anche detto: perché non scrivi un libro sulla tua esperienza per dare un messaggio ai giovani?”. “Sono stupito e amareggiato di leggere oggi queste dichiarazioni così in antitesi rispetto a quello che aveva detto a noi”, prosegue Arigoni. “Per giunta alla Commissione non è mai giunta nessuna segnalazione da parte sua di questi problemi. Per questo sono amareggiato, soprattutto da un punto di vista umano. Perché allora, chi è il vero Marco Tomic? Come cittadino e, a titolo personale, mi vien da chiedermi quanto c’è di Tomic in questo articolo, e quanto invece ci sia la voglia di calcare questa situazione di altre persone, come i genitori o il legale”. Arigoni annuncia che la Commissione si riunirà mercoledì prossimo per esaminare la questione e per decidere come, a questo punto, approfondire la vicenda. Anche Marco Chiesa è incredulo e si sente preso in giro. “L’impressione che ho ricavato da Tomic dall’incontro di lunedì scorso è di una persona serena e che assolutamente non ha manifestato nessuna preoccupazione per la sua incolumità. Anzi ci ha detto che nella sezione in cui si trova sta benone”. “La conclusione – spiega Chiesa - è che Tomic sta mentendo. O è successo qualcosa negli ultimi quattro giorni, oppure ci ha mentito: non mi spiego diversamente l'assoluta incongruenza fra le affermazione fatte a noi lunedì rispetto a quelle pubblicate oggi”. AELLE
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