
Perplessità sulla scelta del PLRT di presentare Ignazio Cassis quale candidato unico al Consiglio federale sono arrivate anche dalla sinistra. Il presidente del PS ticinese Igor Righini ha evidenziato che occorrerà capire come questa proposta verrà recepita alle Camere, “visto che da Oltralpe si chiedeva di puntare su una candidatura femminile” e anche la consigliera nazionale Marina Carobbio, da noi contattata, si è detta stupita dalla strategia liberale.
“Mi stupisce che il PLR si sia limitato a un solo nome quando mancano ancora diverse settimane alla presentazione davanti al Gruppo parlamentare. Potendo disporre di diverse candidature avrebbero potuto presentare più nomi viste anche la presenza di più persone competenti e le prese di posizione discordanti all’interno del partito stesso”.
“Fa specie che il tema della presenza femminile sia stato snobbato”, prosegue Carobbio.
Presenza femminile su cui potrebbe invece puntare la Romandia, nella speranza di ‘sedurre’ il centro-sinistra. “È presto per fare valutazioni. La scelta definitiva spetta all’Assemblea federale e il tema del genere sarà sicuramente importante accanto a quello della provenienza geografica del candidato e la necessità di avere qualcuno che provenga dalla svizzera italiana”
“Da 30 anni la presenza femminile in Consiglio federale è quasi di esclusivo appannaggio di PS e PPD – conclude – Come gruppo faremo le nostre valutazioni alla luce della candidature che ci verranno sottoposte, ovviamente bisognerà soppesare anche il tipo di politica che un candidato porta avanti. Nel rispetto della diversità di opinione. Per il PS le scelte fatte su temi come la sanità e la socialità hanno un determinato peso”.
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