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Studio IRE: "I dati forniti non sono stati cambiati"
Studio IRE: "I dati forniti non sono stati cambiati"
Studio IRE: "I dati forniti non sono stati cambiati"
Redazione
11 anni fa
Il Consiglio di Stato risponde a Delcò Petralli riguardo ad una presunta incongruenza segnalata da uno degli autori

Nuovo capitolo nella vicenda dello studio dell'IRE. Lo scorso 15 dicembre il Consiglio di Stato ha risposto ad un'interrogazione della deputata dei Verdi Michela Delcò Petralli, riguardo ai dati utilizzati per la realizzazione del suddetto studio.

Uno degli autori dello studio, Moreno Baruffini, nei giorni seguenti alla sua pubblicazione aveva dichiarato a tio che: "I dati usati, ci sono stati mandati dall'Ufficio statitisca, poi sono stati probabilmente aggiornati. Questa mattina anch'io li ho scaricati e ho notato la differenza: scorrendo la tabella, si può vedere come nella serie storica fornita ci sono ancora dati indicati come "provvisori"".

Di fronte a questa presunta incongruenza, Delcò Petralli chiedeva se ci fossero lacune da parte della statistica pubblica, visto che una rettifica dei dati non sembrava essere stata segnalata, come prassi invece esigerebbe.

Nella sua risposta il Consiglio di Stato spiega quanto segue: "Per quanto concerne i dati della disoccupazione ai sensi dell'ILO, non è stata pubblicata (e di riflesso, non annunciata) nessuna rettifica o correzione da parte dell'UST né dall'USTAT per i dati relativi all'anno 2012. Questi dati sono stati diffusi e pubblicati una volta sola come definitivi. Rileviamo che i dati prodotti vengono sempre e fin da subito pubblicati in forma definitiva. Non esistono dati provvisori e definitivi, ma solo dati definitivi. Si può quindi escludere che la discrepanza rilevata sia frutto di una revisione di dati statistici non comunicata".

Insomma, i dati forniti da Confederazione e Cantone non sembrerebbero essere stati corretti ed erano definitivi sin dalla loro pubblicazione. Non fosse stato il caso, ci sarebbe stata una rettifica da parte della statistica pubblica. E allora come spiegare l'incongruenza segnalata da Baruffini?

Il Consiglio di Stato, nel suo unico ruolo di partner di finanziamento e non di mandante dello studio (commissionato dalla SECO), risponde citando la provenienza dei dati, come pubblicati dal rapporto dell'IRE. "Lo studio si basa su dati di provenienza diversa: nella parte A si usano essenzialmente dati dell'istituto BAK Basel; nelle parti B e C, dedicate rispettivamente all'analisi descrittiva e al modello sulla sostituzione, si ricorre invece a dati della statistica pubblica svizzera e italiana; mentre la parte conclusiva si è incentrata su dati originali prodotti dagli autori dello studio grazie a un'indagine presso le aziende". 

Che i dati che non combaciano si trovino fra queste diverse fonti? Si possono fare diverse ipotesi al riguardo, ma questa presunta discrepanza, per il momento, sembra restare un mistero per tutti.

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