
L’Udc ticinese vuole vederci chiaro. I democentristi vogliono conoscere le conclusioni di due studi commissionati dal Cantone all’Istituto di ricerche economiche dell’Usi sugli effetti previsti dell’introduzione del salario minimo, realizzati nel 2018. L’Udc teme infatti che le conclusioni dello studio siano volutamente rimaste nascoste perché “forse”, “la conclusione è scottante”.
Salario minimo per i frontalieri nuovo massimo per i ticinesi?
“Questi approfondimenti li hanno visti solo gli addetti ai lavori e della loro esistenza si apprende solo leggendo il rapporto annuale di attività dell’Usi per l’anno accademico 2017/2018. Ma sul web gli studi non risultano reperibili”, scrive in un comunicato l’Unione democratica di centro. “Forse perché dimostrano che il salario minimo dei frontalieri diventa il salario massimo dei residenti?”
Al prossimo Gran Consiglio
“Gli scienziati dell’Usi hanno dunque stimato gli effetti dell’introduzione di salari minimi sui posti di lavoro e sulle possibili vie per la fissazione dei salari minimi. Perciò l’Udc vorrebbe sapere dal governo quali erano le conclusioni, e se si può quantificare i posti di lavoro per i residenti che – come sembra – il salario minimo farebbe perdere o metterebbe a rischio”. Le domande al Consiglio di Stato sono così giunte per mezzo di un’interpellanza presentata da Paolo Pamini, che vorrebbe discutere della questione nella prossima sessione del Gran Consiglio.
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