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Ticino
Studenti respinti dal Ticino, "lo chiede Berna"
Redazione
12 anni fa
Il Governo conferma che decine di stranieri si sono visti negare il permesso di dimora. Ma in futuro si vuole essere più flessibili

È molto più ampio di quanto si pensava, il fenomeno degli studenti stranieri intenzionati a studiare in Ticino che si vedono negare il permesso di dimora e che devono così annullare la loro iscrizione ai nostri atenei. Ma ora si vuole correre, almeno parzialmente, ai ripari.

Nell'ottobre scorso il deputato socialista Francesco Cavalli aveva inoltrato al Governo un'interrogazione sul tema, prendendo spunto da un caso avvenuto alla Scuola Teatro Dimitri di Verscio, dove tre studenti studenti che volevano frequentare un master non hanno potuto farlo a seguito del mancato rilascio del permesso di dimora da parte dell'Ufficio della migrazione.

Cavalli ipotizzava che il fenomeno fosse più esteso e lanciava un grido d'allarme contro un giro di vite che a suo dire nuocerebbe all'immagine delle nostre scuole universitarie.

Ora è giunta la tanto attesa risposta governativa.

Dalla quale si evince che tra USI e SUPSI sono ben 50 gli studenti stranieri oggetto di una decisione negativa dell'Ufficio della migrazione tra il 2013 e il 2014.

Nella maggior parte di questi casi si trattava di studenti che avevano già acquisito una prima formazione o un bachelor all'estero e che, in seguito, avevano iniziato a svolgere un'attività lucrativa. In alcune fattispecie, spiega il Governo, i candidati avevano un'età superiore ai 30 anni ed erano professionalmente attivi all'estero da diversi anni.

Si tratta, scrive il Governo, di una prassi dettata dalla chiara giurisprudenza federale e dalle dettagliate istruzioni dell'Ufficio federale della migrazione di Berna (UFM) vigenti in questo particolare ambito.

Negli anni precedenti, spiega ancora il Consiglio di Stato, era stata adottata una prassi quanto mai conciliante, poiché i responsabili della Sezione della popolazione del Canton Ticino "erano consci, e sono tutt'oggi, che tra le diverse condizioni atte a garantire il buon funzionamento dei nostri atenei e ad accrescerne il prestigio internazionale, vi è anche quella di poter estendere la propria offerta formativa a studenti provenienti dall'estero."

Il cambiamento di prassi è intervenuto nel 2013, a seguito di un rimprovero giunto dall'Ufficio federale della migrazione, che lamentava il rilascio di alcuni permessi a scopo di studio allorquando le condizioni necessarie non erano in linea con la giurisprudenza vigente.

L'UFM ha ricordato che i cittadini stranieri che già dispongono di una formazione completa e che svolgono una regolare attività lucrativa all'estero di regola non possono ottenere un permesso di dimora ai fini di formazione nel nostro Paese, poiché la priorità va accordata ai giovani studenti stranieri intenzionati ad acquisire una prima formazione in Svizzera. L'UFM ha altresì ribadito il limite massimo di età per i soggiorni di formazione, fissato a 30 anni, che prevede deroghe solo in casi eccezionali.

Il Canton Ticino ha quindi dovuto diventare più rigoroso nell'esame delle pratiche relative a studenti provenienti da Stati terzi.

Ma, dopo i primi permessi negati, USI e SUPSI hanno scritto al Governo per illustrare le difficoltà riscontrate a causa di questa nuova prassi. È stato quindi indetto un incontro, avvenuto il 3 novembre, durante il quale è stato deciso di chiedere alla Sezione della popolazione di trovare delle soluzioni compatibili con la giurisprudenza federale, al fine di attenuare i possibili effetti negativi delle restrizioni richieste da Berna. È stato inoltre concordato che nei confronti di studenti che già lavorano ma che hanno meno di 30 anni verrà garantita maggiore flessibilità, ovvero potranno essere loro rilasciati i necessari permessi di dimora. Discorso differente per gli over 30, i quali potranno ricevere il permesso solo in casi eccezionali e dettagliatamente motivati.

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