
Fornire degli strumenti ai professionisti che operano a contatto con i minori, per gestire situazioni di potenziali abusi o maltrattamenti. È questo lo scopo delle nuove «linee guida per le strutture e i servizi di accoglienza extrafamiliare in caso di sospetti maltrattamenti o abusi sessuali» pubblicate dal Dipartimento di Sanità e Socialità. Ticinonews ha incontrato Marco Galli, capo ufficio del sostegno a enti e attività per le famiglie e i giovani, per saperne di più.
L'obiettivo delle linee guida
«Una persona nell'ambito educativo può venire a conoscenza, tramite la testimonianza di un bambino o un collega, di potenziali maltrattamenti. È importante che sappia come agire», spiega Marco Galli. È questo il motivo che ha portato alla pubblicazione delle linee guida, indirizzate a nidi dell’infanzia e micro-nidi, centri extrascolastici, centri di socializzazione, centri educativi per minorenni, centri di attività giovanili, attività di prossimità, colonie di vacanza e centri estivi diurni. Nello specifico, lo scopo è quello di «ricordare che sussiste un obbligo di segnalazione a cui sottostanno i professionisti», ma anche «rassicurare che gli stessi non sono soli, e che lo Stato li può supportare nel migliore dei modi così da agire nel modo corretto, nell'interesse del bambino».
Le consulenze del SeAM
I professionisti degli istituti extra-scolastici potranno fare affidamento al Servizio di consulenza per sospetti di abuso sessuale o maltrattamento sui minori (SeAM). L'ufficio fornirà delle consulenze, per poi indirizzare la procedura rispetto ai differenti casi; nello specifico, permettendo di «capire se è il caso che intervenga subito la polizia», o avanzare «una segnalazione all'autorità di protezione o prendere dei provvedimenti educativi interni alla struttura, nei casi più lievi». Allo stesso tempo non si vuole fare allarmismo: la qualità della presa a carico è generalmente buona o molto buona nelle strutture, spiega Marco Galli. Le giornate informative relative all'introduzione delle nuove linee guida sono già cominciate, e presto saranno offerte a «centri educativi, centri giovanili e di socializzazione. Sono anche disponibili online, e il nostro ufficio è a disposizione per eventuali enti che vorranno partecipare agli incontri».

