
Un blitz in piena regola rivendicato dalle “Milizie della Lega dei Ticinesi”. Scopo “dell’offensiva”: appendere alcuni striscioni di “benvenuto” per il premier Silvio Berlusconi, che a breve – forse già in serata – potrebbe venire in Ticino. E più precisamente alla clinica Ars Medica di Gravesano per subire un’operazione maxillofacciale dopo l’incidente avvenuto il 13 dicembre al Duomo di Milano. Ma il condizionale, in queste situazioni, rimane d’obbligo. "L’azione - da considerarsi come la prima di una lunga serie - viene rivendicata come segnale di protesta per la politica di continua aggressione condotta dalle autorità politiche italiane contro il Ticino e, in ispecie, contro la sua piazza finanziaria", si legge in una nota stampa inviata dalle "Milizie della Lega dei Ticinesi". “Bentornato nella terra dei mafiosi”. E ancora: “Ma Giulio (ndr: Tremonti) sa che sei venuto qui?”. Le frasi sono apparse sul cavalcavia di Manno, allo svincolo della A2, e nel centro di Gravesano. Qualche ora dopo la polizia cantonale è intervenuta per rimuovere gli striscioni. "Irrita, sorprende e delude quindi il riscontrare che le nostre stesse forze di Polizia, pagate dai cittadini ticinesi, si pongano “de facto” al servizio di un potente imprenditore e politico straniero - si legge ancora -, privando l’opinione pubblica del benché minimo diritto alla libera espressione di un pensiero critico".
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