Cerca e trova immobili
Ticino
«Strategie anti-calore in Città, a che punto siamo?»
©Gabriele Putzu
©Gabriele Putzu
Redazione
3 ore fa
Torna l'allerta canicola e la politica interroga il Consiglio di Stato sulle strategie urbanistiche anti-calore - Nara Valsangiacomo (Verdi): «Dal punto di vista della pianificazione abbiamo perso tanti anni»

Da oggi è nuovamente allerta canicola e lo sarà almeno fino alla sera di venerdì 10 luglio. «Non sarà un’ondata di caldo intensa come quella che abbiamo avuto fino a circa una settimana fa», spiega a Ticinonews Guido della Bruna di MeteoSvizzera. «Le notti, rispetto all’ultima allerta canicola, saranno un po’ più sopportabili, in quanto abbiamo delle temperature minime più basse». Inferiore, inoltre, sarà anche il tasso di umidità. «Il tutto però potrebbe cambiare nella seconda parte della settimana, quando probabilmente avremo una parziale umidificazione della massa d'aria». Un’allerta canicola di livello tre che ha portato la politica a interrogare il Consiglio di Stato sulle strategie urbanistiche anti-calore.

«Dal punto di vista della pianificazione abbiamo perso tanti anni, soprattutto nell’infondere una certa visione all’interno della pianificazione», ci dice Nara Valsangiacomo, deputata dei Verdi e co-firmataria dell’atto parlamentare insieme a Lisa Boscolo, deputata del Partito Socialista. «Camminando attraverso determinate piazze, certi nodi intermodali o presso alcune fermate del bus vediamo abbastanza rapidamente come la pianificazione non abbia purtroppo tenuto conto di questo elemento (una strategia urbanistica anti-calore ndr)».

«Isole di calore»

Nell’interrogazione viene spiegato che «negli ultimi anni anche il nostro Cantone è confrontato con estati sempre più calde, ondate di calore più frequenti, periodi di siccità e un crescente surriscaldamento degli spazi urbani. Questi fenomeni non rappresentano soltanto una questione ambientale, ma hanno conseguenze concrete sulla salute pubblica, in particolare per le persone anziane, i bambini, le persone fragili, le persone senza dimora e chi vive o lavora in contesti fortemente urbanizzati. Le superfici asfaltate, i posteggi, i piazzali, le strade e più in generale le aree impermeabilizzate contribuiscono al fenomeno delle cosiddette ‘isole di calore’».

Esempi pratici

Per cercare di combattere queste ‘isole di calore’, le due deputate portano anche qualche esempio. «In diverse realtà europee si stanno studiando o sperimentando soluzioni innovative: pavimentazioni drenanti o riflettenti, materiali a minore impronta ecologica, recupero di scarti organici o industriali nei materiali da costruzione, depavimentazione di superfici non necessarie, aumento delle alberature, creazione di zone d’ombra e gestione più naturale delle acque meteoriche. Recentemente, ad esempio, la città di Barcellona ha avviato una sperimentazione sull’utilizzo di biocarbone ottenuto da scarti organici nella produzione di miscele per la pavimentazione stradale. Si tratta evidentemente di tecnologie che devono essere valutate con prudenza, soprattutto per quanto riguarda durabilità, costi, manutenzione, sicurezza e reale beneficio ambientale. Tuttavia, questi esempi mostrano come il tema dei materiali e delle superfici urbane stia entrando sempre più nelle strategie pubbliche di risposta all’aumento delle temperature». Inoltre viene anche ricordato che lo scorso 23 marzo il Gran Consiglio ha approvato l'iniziativa parlamentare che prevede la modifica della legge sulle strade, contemplando il concetto di città spugna.

Le domande:

Il Cantone dispone di una strategia specifica per contrastare il fenomeno delle isole di calore nei centri urbani e negli agglomerati ticinesi?
Nell’ambito della progettazione, manutenzione e ristrutturazione delle strade cantonali, vengono presi in considerazione materiali alternativi, drenanti, riflettenti o comunque a minore impatto ambientale rispetto alle soluzioni tradizionali?
Il Cantone quando intende attuare l’iniziativa parlamentare presentata nella forma elaborata da Cristina Zanini Barzaghi IE794 approvata dal gran consiglio il 23 marzo?
Il Cantone ha già svolto, commissionato o previsto studi sull’utilizzo di nuove tipologie di rivestimento stradale o urbano, con particolare attenzione alla riduzione dell’impronta ecologica, alla permeabilità del suolo e alla mitigazione del calore?
Il Consiglio di Stato ritiene opportuno avviare progetti pilota, su tratti limitati e monitorabili, per testare materiali innovativi o soluzioni alternative di pavimentazione, in collaborazione con SUPSI, Comuni, aziende specializzate o altri enti di ricerca?
Le direttive cantonali del 2023 “Costruire in funzione del cambiamento climatico ” sono vincolanti e vengono applicate? 
Il Cantone dispone di una mappatura delle aree maggiormente esposte al fenomeno delle isole di calore, in particolare nei principali agglomerati, nei comparti scolastici, sanitari, amministrativi e nelle zone densamente edificate? Se sì dove è possibile trovarla?
Nei progetti infrastrutturali promossi o cofinanziati dal Cantone viene considerato in modo sistematico il tema dell’adattamento climatico, in particolare rispetto a ombreggiamento, verde urbano, permeabilità del suolo, gestione dell’acqua piovana e protezione della salute della popolazione?
Il Cantone prevede misure di sostegno, incentivi o programmi specifici per aiutare i Comuni a depavimentare superfici inutilmente impermeabilizzate, aumentare il verde urbano, piantare alberi e creare spazi pubblici più freschi e vivibili?
In che modo il Cantone intende integrare nei futuri appalti pubblici criteri legati all’impronta climatica dei materiali, al ciclo di vita delle opere e alla resilienza delle infrastrutture rispetto all’aumento delle temperature?
Il Consiglio di Stato ritiene necessario elaborare, o aggiornare, linee guida cantonali per l’adattamento climatico degli spazi pubblici, con indicazioni pratiche rivolte a Comuni, progettisti e committenti pubblici?
Il Cantone dispone di un piano di protezione della popolazione durante le ondate di calore, con particolare attenzione alle persone anziane, ai bambini, alle persone fragili, alle persone senza dimora e ai cittadini in difficoltà economica?
Il Consiglio di Stato ha valutato, o intende valutare, misure cantonali di sostegno ai Comuni affinché, durante i periodi di forte caldo, possano garantire accessi gratuiti o agevolati a piscine pubbliche, lidi, zone balneari o altri spazi idonei a rinfrescarsi, laddove disponibili?
Il Cantone intende promuovere, in collaborazione con i Comuni, una rete di “rifugi climatici” accessibili alla popolazione durante le allerte canicola, quali biblioteche, centri civici, edifici pubblici climatizzati, musei, sale comunali o altri luoghi adeguati?
Esistono direttive, raccomandazioni o strumenti di coordinamento cantonale per aiutare i Comuni a informare la popolazione sui rischi legati al caldo estremo e sui luoghi disponibili per trovare refrigerio?
Il Cantone ritiene opportuno integrare maggiormente il tema del caldo estremo nelle politiche di salute pubblica, socialità, protezione della popolazione e pianificazione territoriale?