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Strategia energetica 2050: "La tesi di Vitta è traballante"
Strategia energetica 2050: "La tesi di Vitta è traballante"
Strategia energetica 2050: "La tesi di Vitta è traballante"
Redazione
9 anni fa
Il presidente UDC Marchesi replica al consigliere di Stato. "5 milioni non migliorerebbero la situazione di AET"

Ha suscitato la reazione del presidente dell'UDC ticinese Piero Marchesi, l'intervista rilasciata ieri al nostro portale dal direttore del Dipartimento delle finanze e dell'economia (DFE) Christian Vitta per ribadire l'importanza della Strategia energetica 2050 per il nostro Cantone e per lanciare un ultimo appello in vista del voto di domenica 21 maggio (vedi articolo suggerito).

In uno scritto inviatoci in redazione, Marchesi sostiene che "il ministro Vitta basa il suo appello a votare la nuova Legge sull'energia motivando che in caso passasse vi sarebbe un contributo tangibile a favore dell'Azienda Elettrica Ticinese (AET)."

"In parte é vero" riconosce il presidente UDC, "ma la sua tesi é molto debole e traballante. Il prezzo dell'energia elettrica sul mercato é di 2,5cts/KWh, le centrali idroelettriche ticinesi producono a un costo di circa 5,5-6cts./KWh. Ora, con il contributo all'idroelettrico previsto dalla nuova legge, che é definito in massimo 1cts./KWh, é evidente che é come mettere un cerotto su una gamba di legno. AET al posto di perdere 3cts/KWh ne perderebbe "solamente" 2."

"Vendere la nuova legge sull'energia come la panacea per i mali di AET é palesemente parziale e poco lungimirante" prosegue Marchesi. "Sono il primo a voler vedere un'AET forte e solida, ma evidentemente le cause dei problemi di AET sono da ricondurre in gran parte all'abbassamento dei prezzi dell'energia elettrica sul mercato generati dalla grande immissione di fondi pubblici - tra Germania e Italia - che ha portato a "dopare" il mercato, rendendo le rinnovabili artificiosamente concorrenziali (grazie ai sussidi pubblici) e di fatto, ad escludere l'idroelettrico dalla competizione del mercato elettrico. La maggior parte della produzione di AET é nell'idroelettrico, ecco dunque la causa dei problemi dell'azienda."

"Ognuno voti quello che crede, ma sarebbe opportuno lo facesse non abboccando al biscottino dei 5 magri milioni in favore di AET" conclude Marchesi, "che non porteranno a migliorare la situazione dell'azienda, che per la cronaca negli ultimi anni ha fatto deficit di circa 40 milioni l'anno."

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