
La Corte europea dei diritti dell’uomo (CEDU) ha respinto il ricorso inoltrato dall’ex direttore del postribolo Luigi Girardi contro la conferma della sentenza di condanna, pronunciata dal Tribunale federale nell'ottobre 2016. La decisione, di cui riferisce il Corriere del Ticino, era attesa perché avrebbe potuto riaprire lo scandalo.
Girardi si era rivolto alla CEDU, ritenendosi vittima del sistema politico e giudiziario ticinese. Una tesi sostenuta già durante il processo di primo grado di fronte alle Assise criminali e durante il secondo dibattimento. In entrambi i casi l'ex direttore del postribolo bellinzonese era stato condannato. Il Tribunale federale aveva infine dato ragione alla Corte di Appello e di revisione penale, che aveva inflitto a Giradi 21 mesi di detenzione, parzialmente sospesi, per tentata violenza o minaccia contro le autorità e i funzionari nonché per altri capi di imputazione minori.
Girardi, ricordiamo, contestava il trattamento riservatogli dalla CARP, in particolare per non avergli concesso il salvacondotto per poter partecipare al processo senza il rischio di venire nuovamente incarcerato e per avergli negato la possibilità di assistere al dibattimento in videoconferenza o, in subordine, di registrare le verbalizzazioni degli atti procedurali.
La CEDU tuttavia non ha ravvisato nulla di censurabile e ha respinto il ricorso.
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