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Ticino
Stranieri e permessi, poco fortunati i ricorsi 'ticinesi' al TF
Stranieri e permessi, poco fortunati i ricorsi 'ticinesi' al TF
Stranieri e permessi, poco fortunati i ricorsi 'ticinesi' al TF
Redazione
8 anni fa
La percentuale di successo degli stranieri che si rivolgono ai giudici di Mon Repos per contestare le decisioni dal Ticino è inferiore al 20%

Il caso del giovane informatico iraniano, laureato all’USI e fondatore di una startup in Ticino, recentemente espulso in quanto la Sezione della popolazione e il Consiglio di Stato avevano ritenuto la sua attività insufficiente a giustificare il suo sostegno finanziario, ha attivato anche la politica. I deputati Raoul Ghisletta, Henrik Bang, Jacques Ducry, Carlo Lepori, Tatiana Lurati Grassi, Daniela Pugno Ghirlanda (PS), Massimiliano Ay (PC), Fabio Käppeli, Matteo Quadranti (PLR) e Germano Mattei (Montagna Viva) hanno infatti inoltrato un’interrogazione al Consiglio di Stato per capire come il Canton Ticino applichi la legislazione sui cittadini stranieri e come tenga conto della giurisprudenza.

Gli interroganti, in sostanza, chiedono lumi sul numero di decisioni di negazione/revoca/mancato rinnovo dei permessi per stranieri prese da uffici cantonali tra il 2011 e il 2018, sul numero di ricorsi accolti e parzialmente accolti dal Consiglio di Stato, dal Tribunale cantonale amministrativo (TRAM) e dal Tribunale federale (TF).

In attesa delle risposte del Governo, Ticinonews ha voluto verificare il ‘tasso di successo’ dei ricorsi presentati in ultima istanza. Per quanto riguarda i ricorsi presentati in seconda istanza il TRAM, da noi contattato, ha spiegato che una statistica pubblica non è disponibile. Dai Rapporto annuali del Consiglio della magistratura e delle autorità giudiziarie emerge tuttavia che a partire dal 2015 i casi in materia di Legge federale sugli stranieri (LStr) - quindi non solo casi riguardanti le autorizzazioni di soggiorno, che sono però la maggioranza - hanno superato la tripla cifra. Si è infatti passati dai 65 del 2011 ai 118 del 2015, ai 121 del 2016 e ai 108 di due anni fa. In mezzo vi sono i 59 del 2012, i 94 del 2013 e gli 86 del 2014.

Analizzando invece la banca dati del TF possiamo notare come i casi ‘ticinesi’ evasi (e pubblicati) dalla Seconda Corte di diritto pubblico - ovvero i ricorsi in ultima istanza presentati contro il diniego, la revoca o il mancato rinnovo di un permesso per stranieri - siano poco meno di una trentina all’anno. La percentuale di successi? Sempre inferiore al 20%.

Nel 2017, come già riferito da Ticinonews (clicca QUI), i ricorsi presentati dal Ticino sono stati 29, il 10,3% dei quali (ovvero 3) è stato accolto. Tra i casi più spinosi ricordiamo quello di un cittadino italiano espulso a causa di un recapito fittizio e quello di madre e figlio espulsi per via della loro dipendenza dalla pubblica assistenza.

Nel 2016 su un totale di 26 ricorsi pubblicati ne sono stati accolti 5 (il 19,2%). Tra le decisioni negative troviamo il diniego di un permesso da studente di un giovane etiope. Nel 2015 il numero di ricorsi presentati ed evasi è aumentato a 31, 4 dei quali (il 12,9%) sono stati accolti. In uno di questi i giudici di Mon Repos avevano optato per un formale ammonimento nei confronti di una coppia di cittadini cingalesi cui erano stati revocati i rispettivi permessi dalle autorità ticinesi.

L’anno precedente il numero di ricorsi accolti ha stabilito un ‘record’ negativo: solo 1 su 24. Nel 2013 a essere stati accolti in ultima istanza sono invece stati 3 ricorsi su 22 casi pubblicati (13,6%). Un numero rimasto stabile nel 2012 (2 ricorsi accolti su 22, pari al 9,1%) e nel 2011 (sempre 3 ricorsi accolti su 17, pari al 17,6%).

Nel respingere i gravami il TF non ha sempre fatto leva sul passato criminale dei ricorrenti o sulla loro dipendenza dalla pubblica assistenza. In molti casi la Corte federale ha infatti dichiarato inammissibile un ricorso a causa del mancato o ritardato pagamento dell’anticipo delle spese giudiziarie. In un caso una malcapitata si era giustificata affermando di non sapere che un giorno di ritardo nel saldarlo fosse "così grave".

nic

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