
Ieri pomeriggio il Gran Consiglio ha approvato l'intervento legislativo che mira a ridurre il tempo necessario agli stranieri per ottenere il diritto agli Assegni di prima infanzia (Api) e integrativo (Afi).
Non serviranno più otto anni di residenza in Ticino, ma cinque. L'iniziativa - che prevedeva cinque anni di residenza ininterrotta in Svizzera - era stata presentata dai deputati socialisti Pelin Kandemir Bordoli e Ivo Durisch.
Visto che gli assegni familiari sono uno strumento di politica cantonale, a sostegno di "persone sufficientemente integrate nel territorio", il Consiglio di Stato nel proprio messaggio ha sottolineato l'esigenza del soggiorno in Ticino (e non in Svizzera).
I socialisti hanno in seguito presentato degli emendamenti, in cui si proponeva una via di mezzo: cinque anni di residenza, ma soggiorno in Ticino unicamente per gli ultimi tre. Emendamenti che però non sono stati approvati.
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