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"Strani legami per una ditta che ha lavorato al cantiere AlpTransit?"
"Strani legami per una ditta che ha lavorato al cantiere AlpTransit?"
"Strani legami per una ditta che ha lavorato al cantiere AlpTransit?"
Redazione
7 anni fa
Il deputato leghista Michele Guerra chiede al Governo di confermare o smentire alcune indiscrezioni giornalistiche

Si torna a parlare del cantiere AlpTransit. Già nella giornata di ieri, quindi prima del j'accuse lanciato questa mattina da UNIA, il deputato leghista Michele Guerra aveva inoltrato un'interrogazione parlamentare in cui chiede al Consiglio di Stato di confermare o smentire alcune indiscrezioni giornalistiche dalla vicina Penisola, ovvero "presunti legami tra una ditta italiana (di cui non viene rivelato il nome, ndr) che ha operato alla galleria di base del Ceneri e società ipoteticamente riconducibili a famiglie vicine alla ‘ndrangheta calabrese".

Per Guerra è doveroso chiedere, “alla luce dei fondi pubblici investiti”, se il presunto legame con famiglie mafiose sia appurato oppure no. In particolare il deputato leghista cita articoli de ‘Il Fatto quotidiano’ e ‘Il Mattino di Padova’, secondo i quali “questa società risulterebbe aver concesso subappalti (smentiti dalla diretta interessata, ndr) a ditte che si occupano di armamento ferroviario e apparentemente controllate o guidate o vicine a membri di tali famiglie".

Di seguito le domande poste al Consiglio di Stato:

1. L'ispettorato del lavoro ha riscontrato anomalie? Se sì, quali in termini di ore di lavoro, retribuzioni e di buste paga degli operai?

2. Considerato che dal servizio emerge che le ore di lavoro sembrerebbero almeno il doppio di quelle notificate ai lavoratori (e per giunta svolte di notte ed in galleria), qualora queste informazioni fossero confermate, si può stabilire quanto non sarebbe stato versato come imposta alla fonte?

3. Si sa effettivamente quanti operai hanno lavorato sul cantiere?

4. Come è possibile che alcuni operai avrebbero guidato un locomotore senza abilitazione come viene detto da Falò? È vera questa informazione?La SUVA e l'ispettorato del lavoro hanno eseguito i doverosi controlli sulla sicurezza?

5. Una di queste aziende italiane, sempre secondo Falò, avrebbe anche siglato un contratto quadro con le FFS per lavori di rincalzatura della rete ferroviaria svizzera. Azienda italiana che ha anche una succursale svizzera: ma sempre secondo Falò il contratto sarebbe stato firmato dalla società italiana e non dalla succursale svizzera. È vero? Se sì, perché? L'importo ammonta a 20 milioni di franchi spalmati su dieci anni (2016-2025). Qualora il contratto lo avesse sottoscritto la società italiana, il Consiglio di Stato intende intervenire nei confronti della Confederazione e delle FFS affinché lo stesso, venga annullato e l'appalto attributo a una ditta svizzera?

6. Il Consiglio di Stato è a conoscenza di informazioni (comparse su media italiani e non) che lascerebbero intendere presunti (lo si ripete: presunti) legami operativi fra una di queste ditte e società riconducibili (così lasciano intendere) anche a famiglie che sarebbero ipoteticamente vicine a realtà ben poco idilliache se non addirittura alla 'Ndrangheta calabrese? Si tratta di informazioni fondate o di bufale clamorose? In Italia e in Europa (vedi Danimarca), secondo i medesimi media, questa società risulterebbe aver concesso subappalti (che sembrerebbero smentiti dalla medesima) a ditte che si occupano di armamento ferroviario e apparentemente controllate o guidate o vicine a membri di tali famiglie: almeno così lasciano intendere. Qualora queste informazioni si rilevassero fondate, come intende intervenire il CdS?

7. L’azienda italiana ha ottenuto anche l'appalto per l'armamento ferroviario del Leb di Losanna. Il CdS intende informare l'esecutivo vodese dei problemi riscontrati in Ticino?

8. Altre ditte italiane, che precedentemente ai lavori di tecnica ferroviaria, hanno operato sul cantiere di AlpTransit, hanno versato come dovuto tutte le imposte alla fonte? Pensiamo ad esempio alle varie realtà della Condotte Cossi.

9. Sarebbe possibile pretendere o proporre alla Confederazione l’introduzione di un database nazionale (Confederazione, Cantoni e Comuni) nel quale censire tutti gli appalti pubblici in modo dettagliato al fine di verificare una distribuzione omogenea dei mandati, evitando eventuali concentrazioni di mandati alle stesse ditte e per far emergere situazioni sospette relative a ditte di piccole dimensioni che si aggiudicano mandati contemporanei importanti senza avere il personale sufficiente per farvi fronte?

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